Non è vero che la Toscana sta diventando la "Patria delle Villette" come alcuni denunciarono dal caso Monticchiello in poi. Questo, almeno, è il parere dei ricercatori dell'Irpet (l'istituto di studi della Regione) che hanno messo insieme le cifre sull'urbanizzazione della Toscana. Che a conti fatti risulta così meno urbanizzata (6) di Lombardia (17) e Veneto (11). Un fatto che è frutto anche della scelta di gran parte dei toscani (più di metà della popolazione) di vivere sul 12 del territorio toscano (da Firenze alla costa) dove la densità per chilometro quadrato è di 300 abitanti (oltre mille a Firenze). Mentre nel sud della regione e verso gli Appennini (cioè i 23 della Toscana) non si toccano i 100 abitanti per km quadrato. E lo stesso "allarme villette" viene smontato dal ricercatore Giovanni Maltinti che fa notare che «le case uni o bi-familiari in Toscana sono il 15, mentre in Emilia Romagna sono il 21 e in Veneto il 27». BOOM DEL COMMERCIO Molto spazio non s'è l'è preso neppure l'industria (ferma da anni nei suoi metriquadrati). Tutto il contrario del commercio che ha visto in 10 anni (1990-2000) quintuplicare i metri quadrati di centri commerciali e supermarket (da 42mila a 210mila). Quanto al futuro l'Irpet vede crescere i pendolari a causa dei prezzi irraggiungibili delle case in zone come Firenze, e città che si allargano (tra Pontedera e Pisa ad esempio non c'è più soluzione di continuità) verso le campagne già urbanizzate che hanno attorno. Cioè ci saranno ancora nuove case ma a un ritmo tra il 4-5. Percentuale di crescita lontana da quel 10 segnato fra il 1990 e il 2000 e in linea con quel 3 (dal 2000 in poi) seguito alla nuova legislazione regionale. «Vuol dire - commenta l'assessore regionale al territorio Riccardo Conti - che quanto fatto fin qui dalla Toscana è stato valido».