TRA PRESENTE E FUTURO A Pisa 46.478 abitazioni, di cui 4.621 vuote. La superficie media è di circa 90 metri quadrati Nel comune di Pisa il numero di abitazioni è di 46.478, di cui 45.609 nei centri abitati, 272 nei nuclei abitati e 597 sono case sparse. Le abitazioni vuote risultano essere 4.621. La maggioranza degli edifici pisani a uso abitativo risale al periodo 1946-1961, a seguire quelli edificati tra il 1962 e il 1971, quelli risalenti a prima del 1919, le costruzioni tra il 1972 e il 1981, tra il 1919 e il 1945, tra il 1982 e il 1991, fino al numero inferiore relativo agli edifici costruiti dopo il 1991. La superficie media delle abitazioni nel nostro comune è di 89,65 mq, mentre la media provinciale è di 98,64 mq, quella regionale di 94,63 mq e nazionale di 91,88 mq. Il numero di stanze per abitazione a Pisa è di 4,29, mentre in provincia è di 4,58, in Toscana 4,44 e in Italia 4,07. I dati sono stati elaborati dai risultati del 14 censimento generale della popolazione e delle abitazioni dell'Istat. Il numero di villette unifamiliari e bifamiliari è relativo alla provincia di Pisa ed è rispettivamente di 30.583 e di 34.386 sul totale delle abitazioni pari a 149.760. Sulla base delle proiezioni del Cresme, Centro ricerche economiche, sociologiche e di mercato nell'edilizia, in vista del piano casa del governo, che per gli edifici residenziali uni-bifamiliari o comunque di cubatura non superiore a 1000 metri indica la possibilità di ampliamento entro il limite del 20 della volumetria esistente, in provincia di Pisa il 10 dei proprietari di villette uni e bifamiliari potrebbe decidere di procedere all'ampliamento dell'abitazione: seimila persone per un giro d'affari di circa venti milioni di euro. A Pisa però la proposta del governo Berlusconi fin dall'inizio non ha riscosso lo stesso successo di altre città, come Livorno, dove gli uffici tecnici del comune sono stati subissati di richieste di informazioni da parte dei cittadini. Da una nostra indagine effettuata negli stessi giorni nella nostra città e nei comuni di Calci e San Giuliano, le richieste di informazioni agli sportelli degli uffici tecnici di edilizia privata sono state poche. Inoltre i presidenti degli ordini degli architetti e degli ingegneri di Pisa hanno dichiarato di non avere il sentore di un grande risveglio nel settore dell'edilizia. Le cause indicate sono la mancata conoscenza di che cosa prevede esattamente la legge, l'attuale crisi economica e il fatto che la regione Toscana e alcuni comuni della provincia di Pisa prevedono già la possibilità di aumentare del 20 la superficie. Il comune di San Giuliano, ad esempio, prevede già l'ampliamento del 20 della superficie degli immobili. "I cittadini che hanno chiesto informazioni sono pochi - ci ha spiegato l'architetto Cesare Allegretti, responsabile dell'ufficio tecnico - ma la possibilità di ampliare la superficie del 20 è già contenuta nella nostra normativa in deroga agli indici urbanistici. Anche altri comuni vicini la prevedono, magari con percentuali diverse, così come anche la normativa regionale". Poche richieste di informazioni anche presso gli sportelli del comune di Pisa e di Calci. "A noi si rivolgono soprattutto i tecnici - ci ha spiegato l'architetto Marco Guerrazzi, responsabile della direzione edilizia privata del comune di Pisa - ovvero geometri, architetti e ingeneri, piuttosto che i singoli cittadini, e le richieste di informazioni sono state poche e sporadiche. C'è forse una situazione di attesa per capire l'esatto contenuto delle norme". Non sono state fatte previsioni sul numero di proprietari di villette uni e bifamiliari che potranno decidere di ampliare la superficie degli immobili, anche perché non ci sono i dati relativi a quelle tipologie di abitazioni nel comune di Pisa. I presidenti degli ordini degli architetti e degli ingegneri confermano quanto succede nei comuni. "Non mi risulta che ci sia un grande fermento - ci ha detto il presidente dell'ordine degli architetti Giuliano Colombini - Credo che i motivi siano legati all'attesa dell'approvazione del piano casa, ma anche alle questioni economiche. In questo momento non è facile per le persone spendere 50mila euro per avere una stanza in più. Inoltre molti comuni prevedono già nei loro piani locali la possibilità di ampliare il volume di certi edifici. La nuova legge sembra riproporre la stessa cosa come una sorta di "fai da te", ma non è così, perché non è prevista l'autocertificazione. La gente da noi non si è mossa e c'è molta confusione tra i tecnici che dovranno certificare". Le motivazioni sull'attuale mancata richiesta di informazioni è condivisa anche dal presidente dell'ordine degli ingeneri. "Non c'è movimento di privati incuriositi - ci ha detto l'ingegner Ambrogio Piu - credo per due aspetti: in primo luogo la situazione di crisi che abbraccia anche il settore delle costruzioni e che non genera ottimismo, ma anche per il taglio eccessivamente drastico e velleitario rispetto a un testo di legge di cui non si conosce ancora il contenuto integrale".
PISA. Ampliamenti? Poche richieste Un flop il piano di Berlusconi
Il comune di Pisa ha 46.478 abitazioni, di cui 45.609 nei centri abitati, 272 nei nuclei abitati e 597 case sparse. Le abitazioni vuote sono 4.621. La superficie media delle abitazioni è di 89,65 mq. Il numero di stanze per abitazione è di 4,29. Il governo ha proposto una legge che prevede la possibilità di ampliare la superficie degli immobili di 20% per gli edifici residenziali uni-bifamiliari o comunque di cubatura non superiore a 1000 metri. Tuttavia, le richieste di informazioni agli sportelli degli uffici tecnici di edilizia sono state poche.
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