CAGLIARI. Nell'isola il piano-casa continua a tenere banco. Si parla per la prima volta di premi (in cubatura) per chi demolisce vicino al mare e costruirà più lontano. In sintesi, abbattere residenze su baie e spiagge permetterà di realizzare più ville e alberghi in punti dell'entroterra meno compromettenti per il paesaggio. Ma l'orientamento della giunta regionale, ufficializzato ieri mattina in un convegno, ancora una volta spacca il fronte dei privati e degli operatori in attesa delle decisioni politiche. Da una parte, gli ambientalisti che vogliono vedere ben delineati con chiarezza i meccanismi di scambio annunciati per valutarne ogni effetto territorio per territorio. Dall'altra parte, i costruttori che scorgono nella svolta una nuova opportunità. Domani, comunque, a Roma sull'edilizia ci sarà l'intesa Stato-Regioni. Spetterà poi alla Sardegna operare in concreto. Nel frattempo il dibattito prosegue senza soste. L'occasione per far ripartire la discussione? Un convegno promosso a Cagliari dall'esponente socialista Maria Grazia Caligaris. Alla tavola rotonda («Piano casa: cittadini tra diritti e responsabilità») sono arrivati i contributi degli ingegneri Sandro Casu, ex capo ufficio tecnico del Comune di Quartu, e Paolo Atzeri, già assessore ai Lavori pubblici dell'amministrazione di Cagliari. Intervenuti, fra gli altri, il segretario Sicet-Cisl Giampaolo Carta, l'ex assessore dell'Urbanistica del capoluogo di regione e docente dell'università cagliaritana Giampaolo Marchi, il capogruppo socialista in consiglio comunale Francesco Ballero. «La nostra associazione costituirà un gruppo di lavoro per seguire l'intero percorso di questi progetti - spiega la presidente Caligaris - Su tutti gli aspetti vogliamo garantire notizie costanti: l'informazione è necessaria per coinvolgere e far partecipare i sardi». «L'auspicio è infatti che il piano-casa non si riveli un semplice spot - prosegue - L'autonomia della Regione va salvaguardata davvero. Così come quella dei Comuni. Diversamente, agli altri pericoli, si aggiunge il rischio di una sovrapposizione di norme fra loro contrastanti». Sulle chance di aumento delle volumetrie, poi, sempre secondo Caligaris, è difficile non essere d'accordo in astratto. «Ma in pratica che cosa succederà? Come avverrà la perequazione? In che cosa si tradurrà e concorderà la permuta? - si chiede ancora - Il fatto fondamentale è che il premio non può essere considerato una condizione oggettiva, avulsa dalla realtà concreta nella quale va a calarsi. E dunque caso per caso tutto andrà visto nel dettaglio se si vogliono salvaguardare in concreto il nostro paesaggio e la nostra storia». In questi mesi nell'isola non sono stati soltanto i privati in attesa di ampliamenti delle loro abitazioni a seguire con attenzione le mosse di Berlusconi e quelle del governatore sardo, Ugo Cappellacci, tra i primi in Italia con il collega veneto Galan a sposare le idee del premier. A scorrere le diverse versioni fornite sin qui prima di arrivare al testo definitivo che ha visto l'approvazione delle Regioni sono stati i tecnici e gli specialisti, dai geometri agli ingegneri, dagli architetti agli urbanisti. E, soprattutto, gli imprenditori dei due settori maggiormente coinvolti in Sardegna: edilizia e turismo. Commenta il presidente di Confindustria per le province di Nuoro e Ogliastra, Salvatore Nieddu: «L'ingegnere Gabriele Asunis è un professionista che è già stato assessore in questo stesso campo e conosce al meglio il territorio e le sue realtà. Nell'offrire quest'opportunità, in sé positiva, si è dunque espresso certamente con cognizione di causa. I premi di cubatura possono infatti rivelarsi, dove siano possibili, uno strumento operativo lungimirante. Li vedo tuttavia meno applicabili in aree frammentate: chi si trova di fronte al mare difficilmente rinuncia alla posizione». «Per evitare una torre di Babele amministrativa e tempi biblici per l'esecuzione dei lavori occorre tuttavia snellire certe procedure - è la conclusione di Nieddu - Il piano-casa, insomma, ha creato tante aspettative, compreso quelle legate a questo nuovo concetto di meritocrazia ambientale. Ma è importante vedere nei fatti come, quando e quanto funzionerà». Cauta la posizione dei dirigenti delle associazioni sarde che si battono per la tutela del patrimonio naturalistico e dei beni d'interesse architettonico. Tra loro, l'ambientalista Gabriella Bossolo, del circolo «Le parole e le pietre» di Arzachena. «Non sono molto convinta che possa arrivare una salvaguardia delle coste proprio da Ugo Cappellacci - afferma - Per l'intera campagna elettorale e nei suoi primi atti il nuovo presidente ha sempre sostenuto la necessità di modificare il piano paesaggistico regionale. Ora un suo assessore vuole eliminare cubature sui litorali e spostarle altrove. Ecco, l'intero discorso mi lascia perplessa: stento a credere siano realmente procedure per salvare spiagge e approdi». «Insomma: meglio vedere di che si discute prima di pronunciarsi - sottolinea Bossolo in ultima analisi - Non vorrei che, di fronte all'impossibilità-incapacità di cambiare il Ppr, si ricorresse ad accordi in deroga compromettenti per l'ambiente. Ed è proprio in questo quadro che bisogna capire di quali premialità si parla caso per caso, area per area».