L'area del Rio San Girolamo non è più edificabile. Il fermo, immediato, del Comune di Capoterra riguarda tre lottizzazioni: una a Poggio dei Pini, una molto grossa a Rio San Girolamo, una terza che comprende, in pratica, tutta Frutti d'Oro I e II. IL CEMENTO È BLOCCATO in attesa della variante al Pai (Piano di assetto idrogeologico). E pure da subito, perché la delibera del sindaco di Capoterra, Giorgio Marongiu, è esecutiva fin d'ora. «È inibita su tutta l'area esondata del Rio San Girolamo, come perimetrata nella cartografia allegata al presente atto, l'attività edilizia atta alla realizzazione di nuovi volumi urbanistici ». La cartografia citata nell'atto si riferisce allo "Studio ricognitivo dell'evento alluvionale del 22 ottobre 2008 nel Comune di Capoterra", «redatto - c'è scritto nel documento - nel marzo 2009 dalla Regione e dal ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, e nel quale è contenuta la perimetrazione dell'area esondata il 22 ottobre». Marongiu aveva chiesto nei giorni scorsi una norma sovraordinata da parte della Giunta regionale, che, da parte sua, si era impegnata a emanare entro un mese. Non prima però di aver sottolineato che il sindaco di Capoterra avrebbe già potuto, e da tempo, mettere fine all'edilizia selvaggia con una semplice delibera. Che alla fine è arrivata: su proposta del sindaco, con voti unanimi, e immediatamente esecutiva. Una decisione chiara, netta, che «non riguarda i cantieri in divenire », precisa Marongiu, come quelli in costruzione grazie a concessioni che precedono l'alluvione del 22 ottobre (alcuni a Frutti d'Oro, altri a San Girolamo in via Barcellona), e nemmeno quello di Frutti d'Oro II, in piedi grazie a una licenza rilasciata il 22 gennaio 2009. «Su questa in particolare - spiega - sono in attesa di una relazione del dirigente all'Urbanistica, che sarà esaminata dall'Ufficio legale del Comune. Sarà questo a stabilire se la concessione sia stata rilasciata nel pieno rispetto delle regole. In caso contrario sarà revocata». Ad ogni modo, ricorda, «è il dirigente che rilascia le concessioni. Se fosse dipeso da me non avrei rilasciato quella di Frutti d'Oro II». Quanto alla richiesta di soccorso lanciata alla Regione.