La struttura di Fuga non va mummificata, ma recuperata Avevo un cane. Si chiamava Argo come da Odisseo in poi tutti i cani si dovrebbero chiamare. Lo avevo trovato sulle colline intorno a Potenza, bianco con tanto pelo arruffato e unaria bonaria che in realtà nascondeva un carattere tenace e determinato. Quando crebbe chi ne capisce di cani (io li amo soltanto) mi spiegò che si trattava di un pastore abruzzese con antenati bergamaschi. Ne venne fuori col passare dei mesi un campione dalla bellezza sorprendente e chi lo ha conosciuto lo ricorda ancora come un vero cane-cane. La scelta di un cane non è una condizione autonoma dalla nostra volontà. Anzi a pensarci bene è il cane che sceglie il padrone mettendolo nella condizione più pura che ci offra la natura umana: essere amati, indipendentemente dalla nostra volontà. La struttura di Fuga non va mummificata, ma recuperata Usiamo lAlbergo dei poveri un gioiello dellintelligenza NICOLA PAGLIARA Avevo un cane. Si chiamava Argo come da Odisseo in poi tutti i cani si dovrebbero chiamare. Lo avevo trovato sulle colline intorno a Potenza, bianco con tanto pelo arruffato e unaria bonaria che in realtà nascondeva un carattere tenace e determinato. Quando crebbe chi ne capisce di cani (io li amo soltanto) mi spiegò che si trattava di un pastore abruzzese con antenati bergamaschi. Ne venne fuori col passare dei mesi un campione dalla bellezza sorprendente e chi lo ha conosciuto lo ricorda ancora come un vero cane-cane. La scelta di un cane non è una condizione autonoma dalla nostra volontà. Anzi a pensarci bene è il cane che sceglie il padrone mettendolo nella condizione più pura che ci offra la natura umana: essere amati, indipendentemente dalla nostra volontà.
CAMPANIA - Usiamo lAlbergo dei poveri un gioiello dellintelligenza
L'autore racconta di aver trovato un cane, Argo, sulle colline intorno a Potenza. Il cane era bianco con pelo arruffato e aveva un carattere tenace e determinato. Argo era un pastore abruzzese con antenati bergamaschi. Man mano che crebbe, il cane si è rivelato essere un campione dalla bellezza sorprendente. L'autore riflette sulla scelta di un cane, sostenendo che non è una condizione autonoma dalla nostra volontà, ma piuttosto il cane che sceglie il padrone, mettendolo nella condizione più pura che ci offra la natura umana: essere amati, indipendentemente dalla nostra volontà. L'autore conclude che la struttura di Fuga non va mummificata, ma recuperata.
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