La Biblioteca a corto di personale e soldi. In 164 firmano una lettera alla città A giugno potrebbe tornare lorario ridotto, cataloghi e riviste sono in arretrato Questa volta sono gli studiosi, assidui frequentatori della sala di consultazione della biblioteca, a lanciare un appello alla città, ai suoi amministratori e ai candidati a sindaco, perché si facciano carico dei problemi della Biblioteca nazionale di Firenze. Tra i firmatari, i nomi di Paul Ginsborg, Franco Contorbia, Michela Nacci, Arnaldo Bruni, Vanni Bramanti, Giuseppe Nava, Alessandro Savorelli. Una lunga lista stilata da Salvatore Cingari, professore associato di Storia delle Dottrine politiche a Perugia, per denunciare «lamarezza quotidianamente provata per il senso si smobilitazione generale» dellistituto: pochi dipendenti che generosamente si prodigano nel servizio, che dal 2 marzo è stato riattivato nel pomeriggio grazie da un progetto ministeriale, per garantire unulteriore precaria copertura fino al 23 giugno. E dopo? si chiedono firmatari e dipendenti, mentre Learco Nencetti, del sindacato Unsa-Confsal ricorda che «sono in servizio 204 impiegati, contro 356 previsti dallorganico del 1998», che i problemi sono noti al ministero dei Beni culturali, visto che pochi giorni fa, spiega Nencetti, il direttore generale dei Beni librari ha scritto al segretario generale Proietti e al direttore regionale Lolli Ghetti «di reclutare il personale al fine di non compromettere definitivamente la funzionalità dellIstituto». Intanto gli studiosi denunciano la pessima deriva con la sottoscrizione. «Manca il personale e gli spazi sono sotto dimensionati rispetto alle esigenze. Si parla tanto di telematica, ma il materiale è legato con gli spaghi con il fango dellalluvione» osserva Franco Contorbia, docente di Letteratura italiana moderna. «I cataloghi sono in arretrato, ad esempio il Magliabechiano e il Palatino sono ancora cartacei, altri sono libracci sozzi mai aggiornati. Dovunque ci sono cataste di libri, sedie scomodissime» rincara Alessandro Savorelli, ricercatore di filosofia alla Normale di Pisa. Si preoccupa Giuseppe Nava, docente di storia letteratura italiana a Siena: «E un deposito di strumenti di conoscenza e di memorie straordinario, ma non interessa a nessuno». Infine Cingari conclude: «Allestero le biblioteche sono aperte fino alle 24, in Usa anche tutta la notte. Qui siamo alla crisi della democrazia, alla decadenza culturale e sociale di Firenze».
FIRENZE - Nazionale al collasso, appello degli studiosi
La Biblioteca nazionale di Firenze è in crisi. I dipendenti sono pochi e il personale è in servizio solo fino al 23 giugno. Gli studiosi e i frequentatori della biblioteca hanno firmato una lettera denunciando i problemi, tra cui la mancanza di personale, la sottoscrizione dei cataloghi e le riviste in arretrato. I problemi sono noti al ministero dei Beni culturali, ma non sembra esserci una soluzione. La biblioteca è sotto dimensionati e il materiale è legato con gli spaghi con il fango dell'alluvione. I cataloghi sono in cartaceo e gli spazi sono insufficienti.
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