Momenti difficili per i restauratori toscani che si sono riuniti ieri mattina alla Camera del lavoro. Il comparto è in attesa che il Ministero per i beni culturali bandisca (entro la fine del 2009) la prova di idoneità per l'abilitazione allo svolgimento della professione di restauratore conservatore, rivolta a tutti i lavoratori - solo in Toscana sono più di 5mila - che pur avendo accumulato anni di esperienza, non sono in possesso di un riconoscimento formale (attualmente rilasciato solo ai diplomati all'Opificio delle pietre dure e all'Istituto centrale di restauro di Roma). Per accedere alla prova di idoneità i restauratori necessitano di un certificato ma «le imprese - spiega Massimo Bollini, della segreteria fiorentina della Fillea Cgil - nella maggioranza dei casi si rifiutano di dare al lavoratore la certificazione di esperienza, perché il riconoscimento della qualifica causerebbe un aumento del costo del lavoro. Nei prossimi giorni i restauratori spediranno la richiesta di certificazione ai datori di lavori. Nel caso non ci siano riscontri positivi, saremo disposti anche a promuovere azioni legali».
TOSCANA - Cinquemila restauratori in attesa del riconoscimento
Momenti difficili per i restauratori toscani che si sono riuniti ieri mattina alla Camera del lavoro. Il comparto è in attesa che il Ministero per i beni culturali bandisca (entro la fine del 2009) la prova di idoneità per l'abilitazione allo svolgimento della professione di restauratore conservatore, rivolta a tutti i lavoratori - solo in Toscana sono più di 5mila - che pur avendo accumulato anni di esperienza, non sono in possesso di un riconoscimento formale (attualmente rilasciato solo ai diplomati all'Opificio delle pietre dure e all'Istituto centrale di restauro di Roma). Per accedere alla prova di idoneità i restauratori necessitano di un certificato ma le imprese - spiega Massimo Bollini, della segreteria fiorentina della Fillea Cgil - nella maggioranza dei casi si rifiutano di dare al lavoratore la certificazione di esperienza, perché il riconoscimento della qualifica causerebbe un aumento del costo del lavoro. Nei prossimi giorni i restauratori spediranno la richiesta di certificazione ai datori di lavori. Nel caso non ci siano riscontri positivi, saremo disposti anche a promuovere azioni legali.
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