Quanto costa la bonifica da (eventuali) residuati bellici dei Prati di Caprara? «Tra i 500mila euro e il milione», risponde l'assessore alla Sicurezza, Libero Mancuso. Un'intervento di bonifica igienico-sanitaria costerebbe certamente meno, ma il Comune non intende metterci neppure un euro. «Perché non spetta a noi spiega Mancuso con il Demanio siamo stati molto chiari: fino a quando non bonificherà tutta l'area mettendola in sicurezza noi non la prenderemo in carico». Ma i tempi di questa maxibonifica, che consentirebbe di dare il via libera alla riqualificazione dell'area dismessa a ridosso del Maggiore, si preannunciano lunghi. «Almeno un anno, ha fatto sapere il Demanio», precisa il presidente del Quartiere Porto, Sergio Palmieri. E un anno, nelle condizioni disastrose in cui versano i Prati di Caprara, è un tempo lunghissimo. E costosissimo. Perché, come osserva Palmieri, «se procediamo di questo passo, al ritmo di due sgomberi al mese, per il Comune è una spesa insostenibile». Infatti ogni sgombero tra la mobilitazione delle forze dell'ordine e dei servizi sociali, tra le ruspe e i mezzi di Hera per la pulizia costa all'amministrazione «diverse decine di migliaia di euro», spiega ancora Palmieri. «Non è difficile stimare quanto il Comune abbia già speso dalla primavera del 2007, quando la Brigata Friuli ha lasciato il controllo dell'area con la firma degli accordi per il passaggio al Comune». «L'unica soluzione praticabile dice il presidente del Quartiere è, quella di un presidio che vigili 24 ore su 24 su tutta l'area». Lo aveva detto la settimana scorsa in Consiglio comunale anche Mancuso, che ribadisce: «Sia chiaro che parlo di un presidio di personale dell'esercito». Insomma, «il Comune fa quello che deve e può prosegue l'assessore dando supporto con i vigili urbani e con i servizi sociali agli sgomberi delle forze dell'ordine». La lettera della Procura? «Che la inviino al Demanio, il solo tenuto a rispondere di quello che succede in un'area ancora di sua competenza». Mancuso, insomma, non vuol sentir parlare di responsabilità del Palazzo: «Ricordo che a Bologna non ci sono più insediamenti abusivi in aree pubbliche da tempo, tranne quelli dei Prati di Caprara di cui, però, deve occuparsi lo Stato». Il vicesindaco con delega alle Politiche sociali, Giuseppe Paruolo, propone invece «un tavolo che metta in collegamento tutti gli enti coinvolti». «Abbiamo risolto così situazioni anche più critiche, come quella di via Roveretolo», osserva.