FOGGIA Una tassa di 100 euro a famiglia, una tantum, per contribuire a restaurare la cattedrale. Sarà il Consiglio comunale domani ad esprimersi sulla proposta del sindaco, Orazio Ciliberti di istituire l'imposta di scopo, possibile grazie alla legge finanziaria 2007, per raccogliere la somma da destinare alla riapertura del più importante edificio sacro della città. Gli uffici delle politiche fiscali del Comune hanno approntato la bozza di regolamento per introdurre questo balzello e coofinanziare solo il 30 per cento del cantiere per la cattedrale, chiusa da quattro anni e che versa in condizioni degradate. Nel corso dei lavori del primo intervento di restauro è stata lasciata una porzione di tegole scoperte che consentono alla pioggia di bagnare l'interno del tempio, inoltre la lanterna lignea è molto danneggiata. Servono qualcosa come 13 milioni di euro che dovrebbero essere finanziati in parte dal ministero dei Beni culturali. Se passerà l'approvazione di questa tassa di scopo nell'ultima seduta del Consiglio comunale dell'amministrazione Ciliberti, le famiglie foggiane dovranno versare 100 euro, anche se per i redditi più bassi sarà fissata una quota meno onerosa. Siccome la tassa di scopo è per legge agganciata all'Ici, ovvero viene applicata la normativa dell'imposta sulla prima casa, non la pagheranno tutti quelli che hanno solo una casa di proprietà. «La legge prevede che con la tassa di scopo si possa finanziare solo il 30 per cento di un'opera - spiega il sindaco, Orazio Ciliberti - dunque una volta che si conoscerà il progetto di restauro e la somma complessiva necessaria sapremo precisamente a quanto ammonterà il nostro contributo. La stima dei 100 euro a famiglia si basa su quella cifra dei 13 milioni di cui ha sempre parlato la Curia». La proposta del sindaco probabilmente scaturisce a quanto aveva dichiarato un mese fa l'arcivescovo Francesco Pio Tamburino alla vigilia della festa patronale. «Non siamo riusciti a trovare sostegno economico nelle istituzioni pubbliche locali, a cominciare da quelle cittadine, per poter compiere l'ultimo step del progetto iniziale e riaprire la cattedrale. Siamo dispiaciuti per la sua prolungata inagibilità», aveva affermato il presule. Ufficialmente il progetto complessivo di restauro non è stato mai illustrato, la Curia attraverso il suo ufficio tecnico ha in questi mesi ha indicato la cifra dei 13 milioni. La diocesi ha assicurato di essersi rivolta alla Conferenza Episcopale Italiana e al ministero dei Beni Culturali, che a sua volta ha demandato la pratica in questione alla Sovrintendenza Regionale, che avrebbe individuato un piano di finanziamento in via di stanziamento. Domani toccherà quindi al Consiglio comunale valutare il da farsi. Va detto che una volta che il regolamento sarà approvato per l'istituzione dell'imposta di scopo in futuro potrebbe essere utilizzata per finanziare altri progetti di pubblica utilità.