La mobiitazione è altissima. Il terremoto che ha sconvolto l'Abruzzo aquilano ha scatenato una vera e propria corsa alle donazioni (in beni diprima necessità ma soprattutto in denaro) da parte di decine e decine di soggetti privati e pubblici. Un'ondata di solidarietà che la Protezione civile dovrà gestire garantendo il massimo di trasparenza possibile sulla conservazione e la destinazione finale dei fondi raccolti. La strada da percorrere è indicata nella seconda ordinanza varata dal Consiglio dei ministri, che prevede l'istituzione di un comitato di garanti che vigilerà sull'uso delle risorse versate nei conti correnti intestati alDipartimento. E il «modello Sri Lanka», sperimentato con successo nel 2005 quando, per vigilare sul corretto utilizzo dei 56 milioni raccolti in soli due mesi per aiutare lapopolazione colpi- ta dallo tsunami del 26 dicembre 2004, venne istituita la Commissione dei cinque, presieduta da Emma Bonino e composta dall'allora senatore a vita Giorgio Napolitano, Giuliano Amato, Giulio Andreotti e l'ex Ragioniere generale dello Stato Andrea Monorchio. I nuovi garanti, una volta individuati dal presidente del Consiglio, si riuniranno periodicamente, valuteranno i vari progetti fmanziati con le donazioni, faranno ispezioni sul campo. I tre conti correnti bancari (Unicreditbanca, IntesaSanPaolo, Bnl-Bnp Paribas) e quello postale di cui il Dipartimento di Guido Bertolaso è beneficiano non prevedono alcun costo o commissione e gli interessi maturati (l'euribor più uno spread) verranno a loro volta utilizzati in interventi di aiuL to o ricostruzione. Sui conti con- fluiranno anche i fondi raccolti dalle società di telefonia fissa e mobile tramite le chiamate e gli sms al numero 48580 (la campagna si conclude il 30 aprile). E questo canale di raccolta dovrebbe essere arricchito da gran parte delle donazioni fatte dai tanti soggetti privati che si sono mossi fin dalle prime ore del 6 aprile. La gestione dei fondi, separata dal bilancio del Dipartimento, seguirà regole di contabilità pubblica, con un doppio livello di verifica amministrativa su ogni operazione di spesa «ma per offrire un'ulteriore possibilità di controllo sulla destinazione di questi soldi offerti dai privati potremo portare a L'Aquila rappresentanti estratti a sorte delle associazioni di volontariato che hanno fatto raccoltaperverificare dipersona il lavoro fatto» spiega Vincenzo Spaziante, ex vicecapo Dipartimento e ora collaboratore diretto di Bertolaso. Questa «via italiana» della gestione centralizzata e controllata delle donazioni in denaro per scopi umanitari è diventata oggetto d'interesse dell'Uepenillivello di trasparenza che viene garantito e l'efficienza delle procedure. Ma è tutt'altra cosa rispetto a soluzioni come quella del fondo pubblico per le emergenze attivo per esempio nel Regno Unito, dove di solito converge tutta la beneficenza. «La Protezione civile - spiega ancora Spaziante - ha messo a disposizione le sue strutture e le sue poche risorse per gestire le donazioni ma il suo lavoro naturalmente è un altro, quello svolto sul campo, di intervento e prevenzione dei rischi». Lasciando da parte l'iniziativa dei Beni culturali, che hanno attivato un proprio conto postale, restano le iniziative di sottoscrizione che non confluiscano sui conti del Dipartimento. Non mancheranno i tanti casi di donazione diretta a soggetti colpiti dal sisma; una pioggia digenerosità comunque benvenuta a patto che ogni singola iniziativa sia trasparente e non si sovrapponga ad altre troppo simili.