Aperto in biblioteca il percorso attraverso i resti del pronao La struttura fu abbattuta per far posto alla basilica di piazza del Popolo La città riscopre un pezzo della sua storia. Adagiati su un tiepido letto di sassolini bianchi, trovano posto i rocchi delle colonne, i capitelli, le architravature che, uniti, formavano il pronao della chiesa di piazza del Popolo. Un'opera di Luigi de Cambray Digny, progettata e realizzata tra il 1822 e il 1833 e demolita a metà anni Cinquanta per far posto alla più moderna e grande chiesa di Santa Maria Assunta (inaugurata il 29 settembre 1962). Ora quest'esempio di fine architettura vede la luce nel giardino di Villa Forini Lippi dove, del resto, abitava già da 40 anni, alla rinfusa nel boschetto della biblioteca. «Il fervore edilizio della ricostruzione post-bellica, la vivace modernità della cittadina, le dimensioni troppo piccole dell'originale chiesetta inadeguata per accogliere i numerosi frequentatori delle Terme e il limitato apprezzamento, in quegli anni, dell'architettura ottocentesca - spiega Valerio Tesi, soprintendente beni artistici e monumentali di Firenze - sono i motivi della nascita di Santa Maria Assunta e della morte dell'opera del Digny. A metà anni '50 era soprintendente ai monumenti Alfredo Barbacci, lui, attento alla tutela del patrimonio culturale, con una strenua difesa della cosiddetta "architettura minore", ordinò che venisse smontato e conservato il pronao per poi, successivamente, essere ricomposto. Comincia, dopo la demolizione, il non facile problema della ricostruzione». Il "recupero" iniziò nel 1989, quando il Lions Club indisse un concorso di idee per il progetto di restauro, con risultati di notevole qualità ma che non trovarono alcun esito operativo. Così, due anni fa, l'associazione decise di riprovarci con più convinzione e fervore: «Mi addentrai nel piccolo boschetto folto di vegetazione e spuntò una voluta di capitello - commenta il Past Presidente dei Lions Carlo Bosi - un'emozione mi colse e decisi che dovevo fare di tutto per restituire questa struttura alla nostra cittadinanza, trovai la spinta di tutti i soci e la disponibilità dell'amministrazione comunale, grazie alla ditta Caralli, che ha messo a disposizione il personale e il mezzo per la movimentazione dei pezzi e alla ditta Pirrone, che ha allestito la passerella intorno alla sede del recupero, oggi siamo qui di fronte al vecchio pronao». I ricordi riaffiorano, un esempio del passaggio di epoche, un momento nostalgico: dalla chiesa demaniale dei bagni, edificata per sopperire alla carenza di offerta religiosa, all'opera del progettista Raffaello Fagnoni, per suggellare la felice ed elegante Montecatini, frequentata dal più jet set internazionale. «Questo è un primo passo per risvegliare la conoscenza del centro storico - dice l'assessore ai lavori pubblici Andrea Gabbani - per avere maggiore coscienza critica e culturale. Oggi (ieri per chi legge ndr) sarà un giorno importante: alle 17 all'Excelsior ci sarà il concerto della Banda del Credito Cooperativo e alle 18 l'apertura della mostra, risultato del concorso dei Lions, sui progetti per il recupero del pronao».