Le vicende e i protagonisti della committenza lucchese e toscana dei quadri di Pompeo Batoni. Più in particolare, il rapporto tra il grande pittore lucchese del Settecento e la madre patria sono i temi al centro dell'incontro "Intorno a Batoni", organizzato dalla Fondazione Ragghianti nell'ambito della settimana della cultura promossa dal ministero per i Beni e le attività culturali e in programma oggi alle 17. Nella sala conferenze del complesso di San Micheletto, dopo il saluto del presidente della Fondazione Ragghianti, Giovanni Cattani, l'incontro sarà introdotto dal direttore del centro studi, Maria Teresa Filieri. Seguiranno gli interventi di Martina Ingendaay e Patrizia Giusti Maccari, le quali parleranno di "Pompeo Batoni: le lettere, l'autoritratto e il rapporto con tre committenti toscani (i fratelli Conti, Vincenzo Riccardi e Andrea Gerini)"e della "Fortuna lucchese di Batoni". Argomenti che consentiranno di conoscere, in modo sempre più completo, anche attraverso una serie di aneddoti, il ritratto del grande artista lucchese. Un artista al quale, nel terzo centenario della nascita, Lucca dedica la mostra "Pompeo Batoni 1708-1787. L'Europa delle Corti e il Grand Tour", a Palazzo Ducale fino al 3 maggio. L'incontro "Intorno a Batoni" si annuncia, dunque, interessante, anche perché svelerà al grande pubblico aspetti finora poco conosciuti o noti soltanto a un gruppo ristretto di esperti. Come, ad esempio, la capacità di Batoni di autopromuovere se stesso e la sua arte, con l'intento, moderno e quindi sorprendente per quei tempi, di ampliare la propria notorietà e conquistare ulteriori committenze. Perché, altrimenti, chiedere al committente lucchese Francesco Conti di poter esporre in anteprima a Firenze un dipinto da lui commissionato, prima che questo arrivasse nel palazzo di Lucca al quale era destinato? Oggi alle 17 in S. Micheletto