(m. vas.) Pronto il progetto esecutivo per la ristrutturazione della chiesa, a Introbio è nato il comitato pro Santa Caterina d'Alessandria (nella foto) che fa riferimento a Marco Sampietro ed Elsa Buzzoni per la raccolta dei fondi. Si tratta di un intervento di consolidamento progettato per la parrocchia di Sant'Antonio abate dall'architetto Elena Ticozzi e dall'ingegner Tomaso Invernizzi che richiede 120mila euro circa di spesa. Nel 2007 sono stati eseguiti i primi lavori di deumidificazione sul pavimento con il consolidamento delle fondazioni, tranne che nella parte anteriore e attorno al campanile con una spesa di 55mila euro. È iniziata ora la ricerca dei nuovi finanziamenti mentre l'iter degli interventi è stato sottoposto alla Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio oltre che alla Curia di Milano. Dovranno essere consolidate le fondazioni del campanile con un'iniezione di resine nel sottosuolo, e le pareti della chiesa con la posa di due tiranti nell'arco dell'altare e si dovrà provvedere alla completa sostituzione del tetto. La chiesa, definita in tutti i documenti storici come un oratorio, risale al 1536 quando venne eretto da Leone Arrigoni che la dotò di messa perpetua. Nella seconda metà del Cinquecento aveva una struttura molto semplice, di poco meno di 4 metri per 3, con un solo altare di piccole dimensioni e una porta ed al suo fianco c'era la casa del cappellano che celebrava la messa quotidiana. Nel 1538 il cardinale Borromeo decretò la chiusura perpetua perché l'edificio non era conforme alle leggi ecclesiastiche, non potendo adeguarlo se non con grande spesa. I restauri iniziarono nel 1590, poi a fine Seicento ci fu il primo ampliamento, nel 1772 venne eretto il campanile, a fine Settecento ci fu un secondo ampliamento e tra il 1880-82 ci furono lavori di restauro, seguiti da altri finiti nel 1948.