LA MOSTRA. DAL 29 APRILE RIAPRE LA COLLEZIONE DEL MUSEO ARCHEOLOGICO DI NAPOLI Con una grande mostra, allestita dal 29 aprile, torna al Museo Archeologico Nazionale di Napoli la straordinaria Collezione Affreschi che raccoglie più di 400 affreschi restituiti dalle città vesuviane distrutte dall'eruzione del 79 d.C.. Si tratta di capolavori di età romana, staccati dai siti archeologici dalla metà del XVIII fino a tutto il XIX secolo e, in casi eccezionali, anche nel corso del '900, sacrificando così l'unitarietà delle pareti originarie. Dopo dieci anni di chiusura della sezione, per l'importante esposizione, intitolata «Pittura Pompeiana», è stato messo a punto un nuovo percorso articolato sia con andamento cronologico sia tematico, e sono stati contestualizzati alcuni complessi significativi, tra cui la Casa di Meleagro e la Casa dei Dioscuri. La collezione delle pitture del Museo costituisce un eccezionale documento della pittura di età romana, nella sua evoluzione e varietà, a partire dal II stile (le pitture di I stile, non figurate, non furono mai staccate per le raccolte museali) rappresentato al meglio nelle ville dell'ager Pompeianus, come nella Megalografia con principe macedone e filosofo dalla villa di P. Fannius Synistor a Boscoreale. Ampiamente documentato anche il III stile, che, a partire dall'età augustea, vanta esempi di grande qualità nelle ville extraurbane e nelle case cittadine. Basti pensare la villa di Boscotrecase, appartenuta ad Agrippa Postumo, nota per la raffinata esecuzione di quadretti idillico-sacrali, o alla decorazione di uno dei cubicoli della Casa dell'Amore fatale o di Giasone. Il passaggio tra il III ed il IV stile si consolida invece tra Claudio e Nerone, quando torna il gusto per le architetture scenografiche, prive però della profondità illusionistica del II stile. Tuttavia, si impongono ancora i quadri mitologici, come quello di Perseo ed Andromeda, nonchè gli amori di Marte e Venere, conosciuti in oltre trenta copie, le imprese di Ercole, o la storia di Didone abbandonata, uno dei più noti soggetti iconografici desunti dal mito delle origini di Roma celebrato nell'Eneide. Di particolare interesse un gruppo di bellissime pitture, proveniente dalla Casa del Poeta Tragico, che rappresentano la Ierogamia di Zeus e Hera, Achille e Breseide, e il Sacrificio di Ifigenia. Un tema a parte è costituito dal paesaggio, in origine sfondo delle scene mitologiche di gusto idillico, poi con suggestioni nilotiche, popolato da pigmei, coccodrilli e altri animali.