Stando alle carte, alcune sono accatastate come hangar, piccole rimesse rimovibili per velivoli ultraleggeri. Invece sono serre, «fuorilegge» e devastanti per l'ambiente: dalle falde succhiano acqua e restituiscono pesticidi. Ma quei teli in nylon non sono l'unico problema del parco del Circeo, dove l'abusivismo dilaga e costituisce una «situazione di illegalità assolutamente diffusa, radicata e consolidata». Lo ha detto in un'audizione alla commissione Sicurezza della Regione il presidente della riserva Gaetano Benedetto per il quale il boom dell'abusivismo «è dovuto, a essere benevoli, a un'estrema tolleranza avuta da tutte le istituzioni». «Un problema così grave ed esteso» da aver reso necessario l'invio di un dossier al prefetto di Latina Bruno Frattasi, l'unico che può «chiamare e chiedere conto delle omisssioni fatte». Tra San Felice e Sabaudia, «dopo i condoni del 1985, 1994 e 2003 sono giacenti circa 12 mila pratiche, 3500 delle quali riguardano l'area tutelata» riferisce Benedetto. Illegalità che riguardano «ville dei signori, case dei poveracci e attività produttive » commesse su un'estensione di 3500 ettari di verde. Dei fascicoli, «solo un migliaio sono stati consegnati materialmente all' ufficio tecnico dell'ente parco» competente per il rilascio di un parere vincolante e che in pianta organica, per via della difficoltà di fondi, ha un solo dipendente capace sinora di smaltire 320 istruttorie. «Vuol dire che abbiamo dato risposta al 27 delle domande ». è il riassunto di una situazione definita dallo stesso Benedetto «inaccettabilmente lenta ». Il volume dell'edilizia fuorilegge spuntata al Circeo ammonta a un milione e 200 mila metri cubi, divisi tra il mezzo milione concentrato a Sabaudia e i circa 690 mila a San Felice. «Se prendiamo per buoni i dati di Legambiente - ha raccontanto Benedetto in una delle tre audizioni convocate sul tema dell'abusivismo nel Basso Lazio dalla presidente della commissione Luisa Laurelli (Pd) - le osservazioni presentate dai comuni al piano paesistico regionale peseranno per circa 380 mila metri cubi». Aggiunte «difficili, che vanno ad aggravare una situazione già fragile, dove si fatica a mettere a norma l'esistente di 3500 abusi». Le violazioni sono residenziali e commerciali. Anche in spiaggia. È il caso «dei cosiddetti chioschi a mare stagionali sul demanio» oggi trasformati in ristoranti, «perfettamente cementati e non più di facile rimozione e con dimensioni tutte allargate rispetto alle concessioni». Benedetto chiarisce «di non avere evidenze documentali rispetto all'infiltrazione» della criminalità organizzata, ma racconta di «uno stravolgimento del mercato immobiliare» a favore di chi può avere «interesse a determinati acquisti, a prezzi talmente rilevanti, come personaggi russi poco chiari». C'è inoltre il problema delle serre «consolidato e molto preoccupante». Un centinaio di piccole imprese agricole, «nessuna delle quali autorizzata», a grande redditività: un ettaro di coltivazione muove un fatturato annuo anche di 80 mila euro. Ma rappresentano «una devastazione paesaggistica », divorando falde acquifere e rilasciando fitofarmaci inquinanti. Durante la recente audizione, i comuni hanno rivendicato il loro protagonismo nella lotta all' abusivismo. Domenico Matacchioni, responsabile del settore urbanistico a San Felice, ha descritto un ridimensionamento del fenomeno dovuto alla «linea dura» della giunta: dalle 176 ordinanze di demolizione emesse nel 2004 si è scesi alle 45 del 2007. Nel parco gli abbattimenti sono stati 15 e riguardano «piscine, ville e un ristorante » mentre i condoni sono per «tettoie, porticati, finestre, vialetti dei giardini e ampliamenti di poco conto». Interventi però complicati dai ricorsi. «Per me, la norma dice che gli abusi su parchi non sono sanabili - dice Benedetto - ma c'è una strategia che porta gli iter davanti al Tar e quello di Latina non è esattamente del mio parere».
LAZIO - Fra il Circeo e Sabaudia oltre 3.500 abusi edilizi
Il parco del Circeo, in provincia di Latina, è afflitto da un'epidemia di abusivismo, con oltre 12.000 pratiche di costruzione non autorizzate. Il presidente della riserva Gaetano Benedetto ha denunciato la situazione, affermando che l'estrema tolleranza delle istituzioni ha contribuito al boom dell'abusivismo. Tra le violazioni, ci sono serre che devastano l'ambiente, rilasciando pesticidi e divorando falde acquifere. Benedetto ha anche denunciato la presenza di personaggi russi poco chiari nel mercato immobiliare. I comuni hanno rivendicato il loro protagonismo nella lotta all'abusivismo, ma la situazione è complessa e complicata, con molti ricorsi e difficoltà nel procedere.
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