La vicenda Expo e il caso Stanca approdano in Parlamento. Questo pomeriggio alla Camera verranno illustrate e discusse le mozioni di maggioranza e opposizione riguardanti la gestione dell'evento. Si comincia con il provvedimento firmato dal segretario Dario Franceschini e dall'onorevole Vinicio Peluffo a nome del Pd: la mozione impegna il governo anzitutto a reperire i fondi necessari per la realizzazione delle infrastrutture che ancora non sono stati garantiti. Si chiederà poi di costituire un ente di controllo degli appalti che garantisca trasparenza e regolarità nelle procedure di assegnazione. Ancora: il Pd propone che ogni anno venga fatto in Parlamento il punto sullo stato di avanzamento dei lavori e sui conti economici della società. Altri temi posti sono quelli del piano strategico dello sviluppo turistico, dei cantieri sicuri, della costituzione di un tavolo permanente di confronto fra governo, Expo, Ong ed enti locali per verificare l'attuazione dei progetti annunciati in tema di sviluppo e cooperazione. La mozione era stata depositata prima dell'insediamento di Lucio Stanca come amministratore delegato della Soge, società che gestirà l'Expo, e delle polemiche sul suo doppio incarico. «Ma nell'intervento anticipa Peluffo parleremo anche di questo tema, tornando a chiedere che l'onorevole Stanca si dimetta da parlamentare per evitare sovrapposizioni dannose sia in termini di ruoli che di disponibilità di impegno». Anche perché il Pd ha già fatto ricorso alla giunta per le elezioni, chiedendo appunto di valutare eventuali incompatibilità. Anche la maggioranza ha depositato una mozione che, come spiega l'onorevole Chiara Moroni, «pone la questione della necessità di reperire le risorse, indicando però delle priorità legate alla realizzazione dell'evento ». Per evitare il rischio di «cattedrali nel deserto», le opere dovranno rappresentare, anche dopo l'Expo, un patrimonio di Milano, della Lombardia e del Paese». Anche la maggioranza chiede garanzie sugli appalti, «ma non c'è bisogno di un'altra commissione, visto che il governo ha già tutti gli strumenti utili per monitorare e garantire correttezza nelle procedure ». Domani, il voto. Oggi, intanto, il sindaco Moratti discuterà con l'assessore al Bilancio, Giacomo Beretta e con i vertici del Pdl la questione dei soldi che ancora mancano all'appello.