La cassa è aperta. Brivido? Gli scheletri non impressionano nessuno. Qualcuno dice addirittura che sono belli, così abbracciati da seimila anni. Altri esagerano: gli Amanti sembrano sorridere. A impressionare è invece un'altra cassa, quella governativa e quindi ministeriale. Per finire il Museo Archeologico Nazionale di Mantova servono ancora 4 milioni e mezzo di euro. Con i tempi che corrono, tra crisi e terremoti, la cifra è stellare. A confermarla è il sovrintendente regionale all'archeologia Umberto Spigo e la responsabile del nucleo operativo di Mantova Elena Maria Menotti, artefici dell'avvenuto "come home" del reperto più mediatico degli ultimi anni. Il quale rischia di essere arrivato in una casa bella e incompiuta. Piccole code crescono. Ieri le prime attese, le file, le impazienze di mille visitatori per vedere i Valdaro Lovers che nel febbraio di due anni fa (quasi San Valentino) da San Giorgio fecero il giro del mondo insieme a Mantova. Oggi il flusso di visitatori in piazza Castello dovrebbe aumentare. La Menotti per la Settimana della Cultura ha acceso tre cose insieme: la mostra straordinaria degli scheletri abbracciati, la rassegna dedicata ai libri d'archeologia, il primo contatto con il futuro Museo Archeologico Nazionale, già mercato dei bozzoli e della frutta, ex Teatro Nuovo e teatro di corte. Luogo nel quale non sembra di stare a Mantova, spaesante per la sua modernità, le scale, le luci, le tecnologie, e l'immaginazione che corre a quando sarà concluso, gremito dal passato del territorio sempre più ricco e inedito. Gli Amanti stanno a fine corsa, in una camera con mille allarmi. Sotto la cassa c'è ancora il carrello e intorno le transenne blu del Festivaletteratura. Come dire "qui si sta lavorando". Cerimonia informale nel pomeriggio. Spigo e la Menotti hanno salutato (e fatto da guide) al sindaco Fiorenza Brioni e a quello di San Giorgio Beniamino Morselli, al presidente della Provincia Maurizio Fontanili, all'assessore Roberto Pedrazzoli, a Mauro Bianconi del Politecnico. Confermato dalla Brioni l'impegno del Comune sul fronte archeo. Il primo cittadino ricorda che l'amministrazione sostiene i mosaici della domus romana di piazza Sordello come il parco archeologico di Largo Pradella quanto le sue collezioni depositate in Ducale. Voce del verbo sostenere: musica nota alle orecchie di Maurizio Lotti, presidente della Valdaro SpA, invitato alla cerimonia con il direttore Daniele Ongari. La società per gli Amanti e per il resto della necropoli più villa romana attigua intervenne con 352mila euro. Ora - gli scavi sono ormai endemici nella zona - ha invece impegnato insieme alla Provincia 350mila euro. Ecco perché quando Lotti avvista gli Amanti dice che sono anche un po' figli suoi. Circa la conclusione del Museo il sovrintendente Spigo rileva che «il problema è il solito», cioè il denaro che non c'è. «E così - spiega - cerchiamo di raggiungere l'obiettivo a piccoli passi per proporre degli anticipi», e indica la sezione aperta da anni che è un modulo della futura struttura. E se ci fossero degli sponsor privati, sarebbe un'utopia? Spigo apre le braccia, come dire fosse vero. Il progetto generale c'è, ma non ci sono gli euro per concludere. Eppure sarebbe un investimento. Gli Amanti, lì nella cassa, belli e giovanissimi, finiti sottoterra 4mila anni prima di Cristo, sono una risorsa. La più moderna che c'è.