Et voilà! Dal cilindro dell'XI Settimana della Cultura il sovrintendente Filippo Trevisani tira fuori una mostra a sorpresa. Non un'esposizione qualsiasi, "il restauro e la musealizzazione della collezione dei marmi antichi dai depositi di Palazzo Ducale". Un museo nel museo. Permanente. Si tratta di alcune tra le opere pretese dal Comune. Giocando d'anticipo, Trevisani ha esposto i pezzi più pregiati nell'Appartamento di Isabella, con la premura del cartellino che ne attribusice la proprietà al Comune di Mantova. Ma non è finita, perché dal fondo del cilindro Trevisani pesca anche il Viridarium ritrovato, un approccio acquatico alla visita del Palazzo, una galleria del Novecento e molto altro ancora. Magia. Il sovrintendente è raggiante. Abbraccia con lo sguardo il Viridarium e racconta che il recupero di questo "giardino introverso" era in cima all'elenco delle sue priorità, steso nel 2005 durante la prima visita a Palazzo Ducale. Allora c'erano l'ascensore per i disabili e un castello di lamiere. Oggi c'è un angolo sospeso nel tempo, sul quale si affaccia quella che fu la camera da letto di Isabella d'Este (nell'Appartamento in Corte Vecchia). Al centro del Viridarium si apre un pozzo, il rocchio di una colonna che conserva ancora le tracce di corde e catene. La frizione del tempo. Una teoria di scalini in ferro conduce giù, alla falda. Cedendo alla suggestione dei rimandi, si può immaginare che, osservato dall'alto, anche il Viridarium appaia come il fondo di un pozzo, ai piedi del campanile di Santa Croce (ciò che ne resta). È proprio dal secondo livello di questa chiesa verticalissima (una doppelkapellen) che comincia la visita. Alle pareti sono esposte delle acqueforti di Antonio Carbonati (concesse dalla Società per il Palazzo Ducale). Una scintilla che, secondo i desideri di Trevisani, dovrebbe accendere nei mantovani l'amore per la cultura figurativa del Novecento. Da valorizzare, perché no, attraverso una Galleria del XX Secolo. Ecco la prima sorpresa dal cilindro della Settimana della Cultura. La numero 11, accompagnata dallo slogan "La cultura è di tutti: partecipa anche tu". Trevisani lo fa suo, ribandendo che le «porte del Ducale sono aperte» e il Palazzo poggia su una gestione condivisa. Potendo contare sulla passione di tanti volontari. Il sovrintendete ringrazia e tira dritto sulla strada del restauro, l'unica via «per la valorizzazione del nostro patrimonio». In barba a chi pensa sia sufficiente «manovrare un commutatore per accendere e spegnere le luci», oppure abbelire i centri storici con «ornamenti inutili». Ce n'è anche per Mario Resca, consigliere del ministro Bondi, che si riferisce al pubblico dei musei col termine "clienti". Una puntura appena, il resto è ammirazione per gli affreschi che Trevisani attribuisce a Leonbruno. Poi, scivolando all'interno dell'Appartamento vedovile, si è accolti dalla seconda sorpresa. La mostra permamente dei marmi antichi pescati nei depositi del Palazzo, che dal 1915 ospitano le collezioni comunali (è di due settimane fa l'assenso del ministero all'inventario). Dall'Apollo di Mantova ai busti degli imperatori, colonne, teste, piedi, ritratti. Le trasperenze dell'alabastro e la preziosità del serpentino. Il sovrintendente loda il tocco e la misura dell'architetto Roberto Soggia, artefice di un allestimento rispettoso del contesto. Un museo nel museo, che merita un accortezza: «È importante che si conservi l'aggregazione collezionistica. Queste opere devono viaggiare ed essere fruite insieme, i pezzi non possono essere strattonati di qua e di là». Più chiaro di così.
MANTOVA - Sorpresa, un museo nel museo
Il sovrintendente Filippo Trevisani ha organizzato una mostra permanente dei marmi antichi dei depositi del Palazzo Ducale, che include opere come l'Apollo di Mantova e busti degli imperatori. La mostra è stata esposta nel cilindro dell'XI Settimana della Cultura e include anche il Viridarium, un giardino introverso che era stato trascurato. Trevisani ha anche esposto opere di Antonio Carbonati e ha annunciato la creazione di una Galleria del XX Secolo. Il sovrintendente ha sottolineato l'importanza di conservare l'aggregazione collezionistica e di valorizzare il patrimonio culturale di Mantova.
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