Il governo Berlusconi ter mostra la volontà di recuperare diverse proposte di legge non andare a buon fine nel precedente Berlusconi bis. Tra queste ve n'è una che allarma particolarmente Italia Nostra: il cosidetto "progetto Lupi", una legge urbanistica accusata di mirare «alla più sfrenata deregulation». E' il concetto ribadito ieri dagli urbanisti vicini a Italia Nostra, Vezio De Lucia e Paolo Berdini, dal presidente dell'associazione, Giovanni Losavio, e dall'assessore pugliese Angela Barbanente, intervenuti alla tavola rotonda della Camera di commercio dal titolo significativo: "Urbanistica: se la nuova legge è una controriforma". «E' assurdo dover aspettare eventi come il terremoto per accorgersi che non si può puntare tutto sui progetti di espansione - è la sintesi di Antonello Alici (Italia Nostra) - Presenteremo presto un documento per indicare l'esigenza di fermare il consumo di suolo, limitandolo ai casi particolari; riqualificare le aree degradate della città; e riportare i centri storici sotto il codice dei Beni culturali. Ferrara è un'eccezione in questo, grazie all'Unesco». Proprio su una questione molto dibattuta in città, il principio della perequazione cardine del nuovo Piano strutturale, arriva l'avvertimento di Italia Nostra: «E' un elemento di "voracità" - dice Alici - perchè lascia in sostanza mano libera al privato in determinate aree "scambiate" con i Comuni, in cambio di piccole opere pubbliche».