È quello che succederà se la maggioranza di Palazzo Vecchio non approverà il Piano strutturale da domani a mercoledì, ultimi tre giorni di consiglio comunale prima delle elezioni. Un blocco che non impedirà le piccole ristrutturazioni dellappartamento, ma che fermerà tutti i grandi interventi di recupero, quelli di demolizione e ricostruzione, nuove edificazioni comprese. Con ununica eccezione possibile: gli edifici di Ligresti a Castello, sempre che la magistratura dissequestri i terreni. È lallarme che arriva dalla direzione urbanistica del Comune. La risposta alla domanda, cosa succede se il Piano strutturale non viene approvato?, è esattamente questa: «Una sciagura». Spiegano: «La legge regionale parla chiaro, dobbiamo approvare Piano strutturale e regolamento urbanistico entro il luglio 2010. In caso contrario scattano le salvaguardie e a quel punto si blocca tutto». Ma non si potrebbe rinviare alla nuova giunta lapprovazione del Piano e del Regolamento? Le elezioni ci sono a giugno, i lavori della nuova giunta cominceranno a settembre e a quel punto ci sono ancora una decina di mesi. «È già difficile arrivare in tempo allapprovazione del regolamento, se si approva adesso il Piano. Se slitta tutto diventa impossibile», spiegano alla direzione urbanistica. E lobiezione di chi dice che approvare il Piano strutturale adesso significa «legare le mani» alla futura giunta? «Non è così - si spiega - il Piano contiene i principi, ma dove si dovrà costruire lo decide il regolamento urbanistico, che è in pratica un piano regolatore. E la nuova giunta, che dovrà fare proprio il Regolamento, avrà dunque ampi poteri». Il presidente del Industriali Giovanni Gentile ha più volte detto no al rischio stop che «costerebbe migliaia di posti di lavoro». E adesso anche la Cgil scende in campo: «Auspico che il Piano venga approvato, il blocco dei lavori ci preoccupa. Capisco le cautele verso la nuova giunta, ma mi chiedo perché adesso si discute di fermare tutto», dice il segretario della Camera del lavoro Mauro Fuso. Dalla maggioranza però nessun chiarimento decisivo. E lo stesso Pd, che col segretario cittadino Giacomo Billi insiste nel chiedere «una prova di lealtà» da parte degli alleati», comincia a perdere le speranze. La Sinistra, pur non sollevando obiezioni sui contenuti del Piano (riadottato nel 2007 e discusso per anni) rimane ferma sul no: «Noi alla coalizione ci teniamo, ma è inutile che Billi batta i pugni sul tavolo». Meglio dunque rinviare. Come vuole anche il Partito socialista. Dice il leader Riccardo Nencini, ieri a Rifredi per presentare la lista europea con la Sinistra di Claudio Fava: «Non accettiamo diktat da Billi, in lui vedo un proseguimento dei veleni delle primarie. Nessuno è autorizzato ad espellere nessuno dalla coalizione». Ma è proprio questo che il Pd continua a minacciare: «Se non votano il Piano sono fuori. Come si può governare con chi è inaffidabile?» Così la pensano il segretario Billi e la capogruppo, renziana, Rosa Maria Di Giorgi. Ma Nencini domanda polemico: «Dovè il sindaco Domenici?» Eppoi: «Ma Renzi è del Pd?», aggiunge a proposito delle sue posizioni poco ortodosse. Sia il sindaco in carica che il candidato sindaco, in effetti, si tengono per ora fuori. E nel tentativo di scongiurare il flop, il Pd convoca domani i capigruppo di maggioranza alle 8.30. Unora e mezzo prima dellinizio del consiglio comunale.