VENEZIA. Del degrado dell'Archivio storico delle arti contemporanee della Biennale, con la sparizione di molti materiali, si parlerà anche nel Consiglio di martedì, su precisa richiesta del consigliere Amerigo Restucci, autore anche delle foto che documentano l'incuria dell'Asac pubblicate in questa pagina. «Da tempo avevo sollevato il problema delle condizioni dell'Archivio commenta Restucci ma né il presidente Franco Bernabé, né il direttore Giuliano da Empoli se ne sono voluti occupare». Le foto risalgono infatti a diversi mesi fa, quando Restucci fece un sopralluogo nella sede di Ca' Corner della Regina, («senza che nessuno mi fermasse e entrando indisturbato», ricorda) per rendersi conto della situazione, che purtroppo da allora è rimasta in buona parte immutata. Casse di libri e di materiali accatastati in disordine in attesa di un ipotetico trasloco computer e altre apparecchiature elettroniche ammassate dove capita, come i mobili, in mezzo al cantiere aperto e agli operai che lavorano al restauro del palazzo. Il tutto senza alcun tipo di sorveglianza da parte del personale della Biennale. «Sono stato l'unico consigliere a votare contro la riconferma di da Empoli ricorda ancora Restucci proprio perché a mio avviso non si è occupato in alcun modo della tutela dei materiali dell'Archivio, e ora siamo arrivati alle sparizioni e alle interrogazioni parlamentari. Quando portai queste foto in Consiglio, ancora parecchi mesi fa, Bernabé e da Empoli mi dissero che avrebbero provveduto a garantire la sicurezza dell'Asac, e la situazione, invece, si è fatta ancora più grave. Per questo ora non è più possibile eludere il problema e dobbiamo almeno garantire la tutela dei materiali che non sono ancora spariti». Restucci ha da tempo presentato alla Biennale un proprio progetto che prevede il trasferimento dell'Asac non a Marghera nel parco Vega come è previsto ma alla Punta della Dogana, per mantenerlo a Venezia, dove è nato e vissuto. «Esclusi gli spazi a disposizione del Seminario patriarcale spiega il consigliere alla Dogana ci sono disponibili 5200 metri quadri. Per ospitare l'Asac e le sue collezioni ne basterebbero 3400. Negli altri 1800 metri quadrati sarebbe possibile trasferire tutti i settori e gli uffici della Biennale, mantenendo anche un'area espositiva per manifestazione, invece di pensare al Fontego dei Tedeschi che interessa anche al Comune, il presidente Croff dovrebbe prendere in seria considerazione l'idea di un trasferimento della Biennale alla Punta della Dogana che non è in condizioni tali da dover richiedere grossi lavori di ristrutturazione che risolverebbe buona parte dei nostri problemi. Per questo sono anche sconcertato dal silenzio di Croff su tutta la vicenda che riguarda l'Asac». Sulla stessa linea di Restucci anche il consigliere Valerio Riva: «Quella dell'Asac è una situazione vergognosa, bisogna procedere a un'immediata inventariazione dei materiali e delle opere per verificare tutto ciò che è sparito ed evitare che la situazioni si aggravi. Dobbiamo nominare una commissione che studi subito il problema, ma intanto ci vuole, senza perdere altro tempo, almeno un custode».