Bondi e Carfagna: "È ritorsione politica" Oddati: "La cultura è un settore strategico, ma è tempo di grandi sacrifici" Iervolino: "Non si può dare quello non si ha: dateci piuttosto contributi straordinari" Due ministri e una schiera di parlamentari del Pdl attaccano il Comune, dopo lannuncio dei tagli ai fondi per il San Carlo, da 2,1 milioni ad appena 500 mila euro. Ma il sindaco si difende a testa alta dal fuoco di fila che arriva dalle trincee romane del Pdl. «È francamente sconcertante che, dopo il grande impegno del governo attraverso il lavoro del commissario, Salvatore Nastasi, la civica amministrazione partenopea scelga di tagliare di quasi l85 per cento il suo contributo alla più grande istituzione culturale della città, e quasi altrettanto faccia la Provincia (che ha tagliato circa 700 mila euro, ndr)». Interviene duro il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, che parla di «una inaccettabile scelta politica, che va a colpire una gestione sana e trasparente come mai in passato». Daccordo il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna: «I tagli del Comune e della Provincia di Napoli al San Carlo rappresentano la caduta dellultimo tabù: la sinistra non vuole bene allarte». La Carfagna individua nel corposo taglio ai finanziamenti «il sapore della ritorsione politica tanto più ora che, grazie al lavoro del commissario, la Fondazione San Carlo aveva quasi portato a termine la difficile opera del risanamento finanziario». Attacchi a gamba tesa a cui Rosa Russo Iervolino risponde sorpresa «dello stupore di tanti illustri personaggi e di governo. Come se fossero gli unici tagli che il Comune è stato costretto a fare, date le difficoltà economiche e per rispettare gli equilibri di bilancio imposti dalle leggi dello Stato». Perché, chiede la Iervolino, «il Comune avrebbe dovuto fare unoperazione "politica" contro il San Carlo quando, nei limiti delle proprie competenze, lo aiuta sempre e in tutti i modi, sia per facilitare gli interventi di restauro che per le manifestazioni esterne?». La Iervolino chiede proprio a chi lattacca di battersi per far avere a Napoli «almeno un decimo dei lauti "regali", cioè dei contributi straordinari che il governo ha concesso ad altre città amiche come Roma, Catania e Palermo». Accanto alla Iervolino cè fermo lassessore alla Cultura, Nicola Oddati: «Come dice il sindaco, noi non abbiamo avuto contributi straordinari e i fondi sono quelli che sono. La cultura è un settore strategico, ma è tempo di grandi sacrifici, anche per le scelte fatte dal governo, non dimentichiamolo. Il bilancio, comunque, deve ancora essere discusso in aula e siamo pronti al confronto». E Oddati si toglie un sassolino dalla scarpa: «Proprio grazie al San Carlo a Monterrey abbiamo conquistato il Forum delle culture 2013, il governo invece di parlare di ritorsioni politiche perché non dà più fondi?». Accanto agli attacchi di Bondi e Carfagna, arrivano gli strali di Italo Bocchino, capogruppo vicario del Pdl alla Camera («Si vogliono danneggiare le scelte del governo»), dellonorevole Giovanna Petrenga, del coordinatore regionale del Pdl, Nicola Cosentino, e del vice, Mario Landolfi («Un affronto alla cultura»). I consiglieri comunali Raffaele Ambrosino e Salvatore Varriale (Pdl) annunciano battaglia, a suon di emendamenti, domani in Consiglio comunale.
NAPOLI - Tagli al teatro San Carlo scontro governo-Comune
Il Comune di Napoli ha annunciato tagli significativi ai fondi per il San Carlo, passando da 2,1 milioni a 500 mila euro. Il sindaco si è difeso a testa alta dal fuoco di fila che arriva dalle trincee romane del Pdl. Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ha parlato di inaccettabile scelta politica che colpisce una gestione sana e trasparente. Il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna ha individuato nel taglio il sapore della ritorsione politica. La Fondazione San Carlo aveva quasi portato a termine la difficile opera del risanamento finanziario grazie al lavoro del commissario.
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