La denuncia di un cliente. Lazienda: falso, i nostri sono oggetti preziosi Il collezionista che ha fatto lesposto sentito in Questura. Altri quattro si sono rivolti allavvocato «Ho acquistato libri e oggetti fino a 65 mila euro per poi scoprire che valevano quasi niente» mormora Antonio Muscari, medico romano cliente di «Artè», lazienda di Villanova di Castenaso specializzata nella commercializzazione di oggetti darte. «Mi sento truffato» continua luomo che un paio di mesi fa ha presentato una querela per questa vicenda rivolgendosi allavvocato bolognese Giulio Volpe dello studio Potitò, già consulente dellex ministro dei Beni culturali Antonio Paolucci e allievo del celebre avvocato dellarte Fabrizio Lemme. La denuncia è stata inoltrata alla Questura di Roma, ma gli atti sono già stati spediti a Bologna per le indagini preliminari e lo stesso avvocato Volpe è stato convocato in piazza Galileo. Resta da definire il foro di competenza, giacché la legislazione per questa materia stabilisce che intervenga la procura più vicina al consumatore che si ritiene danneggiato. Ma dopo la trasmissione «Mi manda Rai 3» che ha trattato di altri casi di controversia tra «Artè» e i clienti («tutti risolti» fa sapere lazienda bolognese) altri quattro acquirenti di opere darte si sono rivolti allavvocato Volpe, da Milano, Padova, Torino e Bologna. Tutti questi hanno già firmato un mandato per adire a vie legali (con cause civili o penali) previo tentativo di transazione con il venditore. «Io - spiega Muscari - ho comprato con la garanzia che si trattasse di oggetti darte e che fosse possibile rivendere in ogni momento. Tuttavia, quando ho avuto necessità di realizzare, ho scoperto che nessuna casa dasta mi avrebbe acquistato quelle opere da tutti liquidate come semplici oggetti di buon artigianato con valore enormemente più basso rispetto a quello che avevo pagato». Ad Alessandro Cossu, imprenditore di Milano, era stato garantito che «le opere si sarebbero rivalutate essendo oggetti artistici in pochi esemplari, ma allatto della rivendita, mi è stato detto dalle case darte che non esistevano nemmeno in catalogo, che la tiratura doveva essere molto alta e che il valore era irrisorio. Ho provato anche a rivendere ad 'Artè, ma mi offrivano solo il 10 del valore». Di tuttaltro tono è la replica del vicepresidente dellazienda Fabio Lazzari. «Se qualche nostro venditore ha scritto in un contratto che lopera si sarebbe rivalutata anno per anno saremo noi i primi a prendere provvedimenti» spiega. «Non escludo che qualcuno non si sia attenuto ai dettami aziendali sotto il profilo commerciale, ma quel che respingo categoricamente è che i nostri non siano oggetti darte. Lo sono a tutti gli effetti visto che noi realizziamo opere sotto la direzione scientifica di Flaminio Gualdoni, lesperto di fama internazionale che valuta le opere darte per conto della Banca dItalia. Sotto questo profilo - continua Lazzari - siamo inattaccabili al punto che nessuno ha mai potuto metterci in discussione, tantomeno in sede legale. Ricordo che il valore di un oggetto darte è soggetto alle variazioni di mercato. Questanno i prezzi sono crollati del 40».