Domani in piazza Signoria: prof contro i progetti della città del futuro "Quel piano codifica scelte sbagliate e sancisce la deregulation" Tornano a far lezione in piazza alcuni docenti universitari. Questa volta i tagli della finanziaria non centrano, nel mirino è il piano strutturale del Comune di Firenze. Alcuni urbanisti della facoltà di Architettura domani alle ore 15 parteciperanno a una manifestazione in piazza della Signoria contro lapprovazione del piano e terranno anche una lettura teatrale dal titolo "Le perle nere del piano strutturale". «Siamo preoccupati sia da un punto di vista ambientale per la colata di cemento e per la saturazione degli spazi, sia da un punto di vista etico: un tema così grande e importante per la città non può essere affrontato allultimo momento dalla giunta che sta per lasciare» spiega il professor Giorgio Pizziolo, ordinario alla facoltà di via Micheli. «Quel piano strutturale codifica scelte sbagliate e sancisce la deregulation - prosegue il docente del laboratorio di urbanistica - si fanno su scala locali scelte simili a quelle nazionali sulla casa, si lascia più libertà alle ristrutturazioni, agli ampliamenti, alle frantumazioni degli edifici». La manifestazione di domani è promossa da Rifondazione Comunista, PerUnaltracittà e da un gruppo di comitati e associazioni. «Il piano contiene enunciati troppo generici - spiega Roberto Budini Gattai, ricercatore di Progettazione urbanistica - e la sua vaghezza sui vincoli può essere pericolosa, per esempio non tutela le colline fiorentine, da Bellosguardo a Santa Margherita a Montici, da Fiesole al Galluzzo». In piazza, a tenere una lezione pubblica a più voci per spiegare le preoccupazioni di architetti e associazioni, ci saranno anche alcuni docenti precari dellateneo, fra questi Ilaria Agostini che insegna Analisi della città e del territorio: «Il piano strutturale prevede una cementificazione pazzesca, non esiste un disegno urbano, il progetto deve essere preciso e studiato da urbanisti non lasciato in mano ai costruttori. La parte statutaria inoltre contiene imprecisioni analitiche e semplificazioni inaccettabili: le "invarianti strutturali" - cioè, le radici profonde storico-culturali dellinsediamento urbano e rurale - che la legge predica di sottoporre a tutela, sono individuate tramite grandi indifferenziate macchie di colore anziché attraverso unanalisi territoriale e urbana articolata. E questo lascia eccessiva libertà di operare sulla città». Altro punto, prosegue Ilaria Agostini: «Il piano si presenta in forma di programma politico e propone impegni su scala metropolitana, o regionale, che travalicano le competenze comunali nonché lestensione fisica del comune medesimo». Alla lezione hanno aderito anche Daniele Vannetiello e Gabriele Corsani, docenti al dipartimento di Urbanistica.