Una denuncia sul restauro di arredi e infissi Ducrot nelledificio vincolato Il cambio di colore dal miele al nero per uniformarsi allo stile degli hotel del gruppo Hilton cambia colore e tinge i suoi arredi di nero il Villa Igiea Hilton Palermo. Per uniformarlo al design degli oltre 3 mila alberghi appartenenti al gruppo Hilton, anche il Villa Igiea, che dal 2006 lega il suo nome al noto brand, ha sottoposto i suoi mobili in stile liberty, vincolati come tutto lalbergo, a un restyling. Un ritocco a dir poco azzardato, con il quale è stato cancellato in un sol colpo il colore miele caratteristico del legno lavorato realizzati alla fine del 1800 dalle officine Ducrot. Come si poteva immaginare, il maquillage che ha eliminato la patina antica e ha scurito i mobili non poteva non attirare le ire della Soprintendenza ed è costato ai proprietari una denuncia penale. Panche, credenze e infissi del piano terra, il bancone, gli sgabelli e le porte del bar Des Arcades, tutti pezzi originali di casa Florio, sono stati scartavetrati e tinteggiati in una comunissima vernice nera. «Un restauro maldestro, un lavoro eseguito in economia, condotto malamente», ha decretato la Soprintendenza, che ha fatto un sopralluogo nella sontuosa villa di salita Belmonte e ha constatato gli effetti devastanti delloperazione, con la quale è stato scurito, per ripulirlo, lintero mobilio dellintoccabile monumento dellart nouveau progettato da Ernesto Basile. Unoperazione in pieno contrasto con i vincoli che vietano qualsiasi modifica in un bene protetto. Per questo intervento sul simbolo di lusso dellhotellerie palermitana, dettato da esigenze di marketing, per rispondere alla richiesta di uno stile riconoscibile nelle strutture del gruppo, la direzione dellhotel, da undici anni di proprietà del gruppo Acqua Antica Pia Marcia di Francesco Caltagirone, è stata così denunciata ai magistrati. Nella relazione, stilata dalla Soprintendenza, durante il blitz svolto un paio di mesi fa assieme al nucleo di tutela del patrimonio artistico della polizia municipale, si è comunque accertato che il danno agli arredi non è irreparabile. E i responsabili dei due uffici della Soprintendenza che sono intervenuti, il servizio per il patrimonio architettonico e quello per i beni storico artistici, hanno ordinato ai proprietari di ripristinare il colore originario. «La situazione per fortuna è recuperabile - dicono gli esperti della polizia municipale, che hanno fotografato tutti i pezzi, irriconoscibili nella nuova veste dark - Il direttore ha ammesso di avere sbagliato e ha dichiarato la piena disponibilità a ripristinare la verniciatura autentica». La modifica del colore salta agli occhi soprattutto al bar, dove il bancone, le caratteristiche panche e le porte sono passati dal legno chiaro, che dava un tono caldo al locale, alla tonalità più scura.