Da dieci anni è chiuso in attesa dei lavori di ristrutturazione Il nuovo Museo Civico può riaprire nel 2010 Se si trovano i soldi I lavori di ristrutturazione dell'edificio dovrebbero terminare all'inizio del nuovo anno Poi ci sarà da fare il bando per l'allestimento PRATO. Il nuovo Museo Civico sarà il museo della città. Il messaggio lanciato ieri nel corso della presentazione del nuovo progetto museografico di Palazzo Pretorio punta a rilanciare questo spazio espositivo quale luogo di conservazione del patrimonio artistico e storico della città e nucleo fondante dell'identità e della memoria pratese. Dopo oltre dieci anni dalla sua chiusura al pubblico per necessari interventi di consolidamento strutturale e di adeguamento alle normative, si cominciano oggi a ipotizzare delle date per la conclusione di questa prima fase di sistemazione. «Entro i primi mesi del 2010 i lavori di restauro, la ristrutturazione e l'adeguamento impiantistico dovrebbero terminare», ha spiegato l'architetto incaricato del progetto Bianca Ballestrero. «Se tutto poi filerà liscio - ha aggiunto - e cioè se non mancheranno i finanziamenti pubblici, si potrà procedere a mettere a punto il progetto di allestimento e la successiva gara di appalto che consentirà di organizzare le singole sale e la giusta collocazione delle opere nella loro sede definitiva». Dopo il primo stop imposto dal Ministero dei Beni Culturali alla prima idea progettuale, i lavori sono stati rimessi in moto anche grazie a ingenti finanziamenti provenienti dallo Stato, dalla Regione, dalla Provincia e dallo stesso Comune. Quanto è stato fatto finora ha riportato alla luce un grande edificio storico cittadino, "liberato" da controsoffitti, pareti divisorie recenti e modesti edifici limitrofi, come gli ex bagni pubblici, che ne limitavano la funzionalità e il valore. Il rinnovato Palazzo Pretorio sarà dotato di moderne tecnologie di sicurezza, aerazione e accesso che lo adegueranno agli standard museali internazionali dell'Icom. E' inoltre prevista la realizzazione di una nuova piazzetta su via del Porcellatico, la localizzazione nella zona delle ex carceri di un laboratorio di restauro, la riapertura delle porte sulla piazza del Comune per creare un nuovo legame con la città. Opere pratesi in tour. La chiusura forzata del Museo Civico ha portato anche tanti buoni risultati. Come hanno spiegato la conservatrice dello spazio espositivo Maria Pia Mannini e il funzionario della Soprintendenza per le Province di Firenze, Prato e Pistoia Cristina Gnoni Mavarelli, molte delle opere hanno potuto trovare collocazione in altri musei della città, sono state esposte in importanti musei internazionali, portando nel mondo l'eccellenza della produzione e delle collezioni artistiche di Prato e, soprattutto, hanno potuto essere sottoposte a restauri e a attente analisi diagnostiche da parte anche di istituzioni straniere, che ne hanno permessa una loro maggiore conoscenza. «Siamo riusciti a portare fuori il patrimonio artistico di Prato e a farlo apprezzare prima a Tokio, poi lo scorso anno a Barcellona, infine oggi a Parigi - ha spiegato la dottoressa Gnoni Mavarelli - E' un lavoro importante che non va sottovalutato e che ha permesso anche di recuperare e procedere all'analisi tecnica della maggior parte delle opere che poi troveranno spazio nel nuovo Museo Civico». Successo a Parigi. E' già un successo la mostra sul "Rinascimento a Prato", allestita dal 25 marzo fino al prossimo agosto al Musèe du Luxembourg di Parigi. I dati dell'affluenza, resi noti ieri durante il convegno dall'assessore alla Cultura del Comune Andrea Mazzoni fanno davvero rallegrare. «Al 13 aprile sono stati circa 43 mila i visitatori francesi che hanno ammirato le opere pratesi - ha detto Mazzoni - Le presenze registrate superano le duemila al giorno: un dato che va oltre ogni aspettativa e che, per fare degli esempi, è in linea con i visitatori di alcune delle recenti mostre romane di maggior successo, come quella sulla Cina e la nascita dell'Impero allestita alle Scuderie del Quirinale, quella di Paul Gauguin al complesso del Vittoriano e quella su Mark Rotko al Palazzo delle esposizioni». Secondo l'assessorato alla Cultura è possibile che la mostra di Parigi possa superare le 260 mila presenze. Martina Altigeri Il vescovo Simoni ha inaugurato Opera 22 PRATO. Inaugurato ieri mattina, con presentazione ufficiale al pubblico, Opera 22, il ristorante didattico di alta qualità, della Fondazione Opera Santa Rita di Prato. Tante le persone intervenute per ammirare l'elegante palazzina, situata in via Pomeria, 64, che ospita il ristorante e il suggestivo giardino, posto tra il retro dell'edificio e le antiche mura di Prato. Presenti il vescovo di Prato, Gastone Simoni, l'assessore regionale ai servizi sociali Gianni Salvadori, il sindaco di Prato Marco Romagnoli e il presidente della Provincia Massimo Logli. Oltre ai rappresentanti delle istituzioni sono intervenuti i candidati a sindaco di Prato, Massimo Carlesi, Roberto Cenni e Aldo Milone. Monsignor Simoni ha benedetto la struttura e l'inizio dell'attività di ristorazione, che vedrà il coinvolgimento dei ragazzi provenienti dalle case famiglia della Fondazione. Il vescovo ha sottolineato come per la realizzazione del progetto sia stato decisivo in città «un clima sociale intelligentemente favorevole». Per gustare le specialità di Opera 22 sarà necessario aspettare sabato 2 maggio. Prato. Presentato il nuovo piano museografico PRATO. Il nuovo Museo Civico sarà il museo della città. Il messaggio lanciato ieri nel corso della presentazione del nuovo progetto museografico di Palazzo Pretorio punta a rilanciare questo spazio espositivo quale luogo di conservazione del patrimonio artistico e storico della città e nucleo fondante dell'identità e della memoria pratese. Dopo oltre dieci anni dalla sua chiusura al pubblico per necessari interventi di consolidamento strutturale e di adeguamento alle normative, si cominciano oggi a ipotizzare delle date per la conclusione di questa prima fase di sistemazione. Entro i primi mesi del 2010 i lavori di restauro, la ristrutturazione e l'adeguamento impiantistico dovrebbero terminare. «Questo sarà il cuore pulsante del sistema museale cittadino» PRATO. «Da pratese chiedo alle istituzioni culturali di compiere il massimo sforzo per far sì che il nuovo Museo Civico possa contare sulla stretta collaborazione di tutti gli altri musei del territorio nonché sull'Archivio Datini e la Biblioteca Roncioniana, così che venga realizzata la massima sinergia e torni ad essere il cuore pulsante del sistema museale cittadino». A questo accorato appello, lanciato ai colleghi dal consulente del progetto Marco Ciatti, hanno fatto seguito le opinioni condivise della Soprintendente archivistica regionale Diana Toccafondi e del direttore dei Musei Diocesani Claudio Cerretelli. Il Museo Civico, così come è stato ripensato nel suo percorso espositivo e nel suo approfondimento sulla storia pratese, potrà servire da stimolo per muovere alla conoscenza di altri luoghi significativi della città. «Una volta riaperto il Museo Civico- ha detto Cerretelli - sarà necessario valorizzarlo e renderlo l'elemento catalizzatore della città e centro della sua identità storico-artistica». M.A. IL PERCORSO DELLE SALE Il progetto per il Nuovo Museo Civico, messo a punto da Marco Ciatti direttore del laboratorio di restauro dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, assegna tante nuove funzioni a questo storico spazio espositivo. Al piano terra troveranno posto alcune sale che, attraverso la collocazione di oggetti significativi, fotografie e testi, permetteranno di migliorare la conoscenza del Palazzo Pretorio e dell'istituzione museale lì conservata fin dall'Ottocento. Seguirà un approfondimento sulla città e sul suo territorio dal periodo archeologico fino al Novecento. La collezione artistica vera e propria sarà esposta nei tre splendidi saloni e nei mezzanini seguendo un ordine cronologico. Al primo piano saranno collocati i dipinti del Medioevo e del Quattrocento con la preziosa serie dei polittici gotici e le tavole rinascimentali di Filippo Lippi. Il percorso continuerà al secondo piano dove troverà collocazione l'arte a Prato tra il Cinquecento e la fine del Settecento. L'ultimo piano è invece riservato all'arte dell'età contemporanea, in particolare alle sezioni sulla ritrattistica dell'800 e ai principali protagonisti della Scuola di Prato del '900. All'interno del percorso sono state pensate anche sale per l'esposizione di collezioni omogenee e che diano risalto ad artisti e personaggi della cultura artistica locale. Ecco allora che verrà allestito uno spazio per le opere di Bernardo Daddi, autore della predella con le Storie della sacra Cintola, e di Filippino Lippi, ma anche per la collezione omogenea di Martini proveniente dall'antico Spedale, per la donazione del noto restauratore pratese Leonetto Tintori, per le sculture di Lorenzo Bartolini e per i disegni e cartoni di Alessandro Franchi. Tutto sarà accompagnato da un attento progetto di comunicazione che punterà alla realizzazione di una linea grafica, di una segnaletica esterna, di didascalie per le opere, di un nuovo catalogo e, infine, di un moderno sito internet e video touch-screen da collocare in alcune delle sale. Nel recuperato Palazzo Pretorio ci sarà però solo spazio per le sale espositive, «gli uffici e altri servizi, quali la didattica - ha spiegato Ciatti - dovranno essere collocati al di fuori e fanno parte della seconda puntata dei lavori di completamento». M.A.
Il Tirreno
19 Aprile 2009
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TOSCANA - PRATO - Il Museo civico presto tornerà a vivere
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