Dietro ognuna delle 130 riserve naturali le storie e il lavoro di migliaia di volontari. Ecco come l'Italia difende il suo paesaggio La più grande ne ha 3600, la più piccola soltanto tre. In totale fanno trecentomila ettari salvati da chi voleva fame villaggi di lusso, piste di atterraggio, riserve di caccia. Salvati per restituirli alla natura e alle oltre cento specie vegetali e animali che, altrimenti, avrebbero visto cancellato il loro habitat. E a noi, che oggi possiamo viverne l'incanto e studiarne, senza violarli, gli antichi equilibri. Sono le Oasi del Wwf, territori sparsi in ogni angolo d'Italia, strappate all'incuria e al cemento, protetti dagli incendi e dalla caccia di frodo. Il più grande progetto di conservazione della natura avviato in Italia e realizzato dal Wwf in quarant'anni di attività. C'è Policoro, in Basilicata, uno degli ultimi boschi «allagati» ancora vivi in Italia, o Monte Arcosu, in Sardegna, dove i cervi in estinzione hanno trovato nuova vita. Bosco Rocconi, in Toscana, diventata più grande grazie a un'insolita lista di nozze, o la lombarda Valpredina, dove ogni anno più di mille animali feriti vengono curati e rimessi in libertà. Dietro ogni Oasi una storia, e un lavoro costante di cura e salvaguardia di ecosistemi unici e delicati. Un lavoro per cui il Wwf chiede il sostegno di tutti. E lo fa a modo suo, regalandoci una giornata speciale. L'appuntamento è per domani con la «Giornata Oasi» (è la diciannovesima da quando è nata l'iniziativa): un giorno interno in cui le aree naturali gestite dal Wwf in tutta Italia aprono gratuitamente le loro porte ai visitatori grandi e piccoli. Un'occasione per scoprire l'immenso patrimonio naturale della penisola, tra avvistamenti di cervi e caprioli, liberazioni di rapaci e tartarughe, laboratori didattici, visite guidate, spettacoli e giochi per tutte le età. E un evento speciale: quest'anno per la prima volta l'Oasi della tenuta presidenziale di Castel Porziano, nel Lazio, apre liberamente al pubblico. Padrone di casa d'eccezione il presidente Giorgio Napolitano, che consegnerà tre premi Wwf al volontariato, all'educazione ambientale e alla ricerca scientifica. Una giornata intera per ricordarci che le Oasi sono un tesoro di tutti, ma un tesoro che ha bisogno di aiuto. Per questo il Wwf ha dato il via alla raccolta fondi che andrà avanti fino al 2 maggio. Per sostenerla i modi sono tanti: dall'sms al numero 48544 (già attivo anche per chiamate da telefoni fissi), alle donazioni sul sito www.wwf.it o al numero verde 800.990.099 con carta di credito o attraverso gli sportelli bancomat del gruppo UniCredit in tutta Italia. E oggi a Roma c'è un anticipo di festa: più di mille panda di cartapesta che invaderanno Piazza del Popolo, alcuni di loro «griffati» da lunedì andranno all'asta su eBay per sostenere il lavoro del Wwf. Ma se le Oasi chiedono aiuto, sono anche pronte a darlo. «Pure in un momento di festa non ci siamo potuti sottrarre all'impegno per sostenere le popolazioni colpite dal terremoto spiega il neo-presidente del Wwf Italia, Stefano Leoni. Abbiamo messo in campo tutte le nostre forze sul territorio per aiutare le famiglie e i bambini di quelle aree e regalare loro una giornata di sollievo . Il contatto con la natura dà sempre serenità, è uno sguardo verso il futuro: questo è il messaggio che vogliamo trasmettere a quelle popolazioni». Domani, grazie alla collaborazione della Croce Rossa Italiana, oltre trecento ospiti dalle zone terremotate saranno accolti nelle Oasi abruzzesi di Penne e Gole del Sagittario. Per l'emergenza sisma il Wwf ha messo a disposizione novanta posti letto nelle foresterie delle Oasi abruzzesi e marchigiane, personale specializzato a supporto della gestione di attività per i ragazzi delle tendopoli e degli alberghi, assistenza logistica agli studenti di Scienze ambientali dell'Università dell'Aquila che devono completare il corso di studi e la partecipazione ai campi estivi per bambini delle zone colpite. Anche questo è «effetto oasi». I numeri 105 Le oasi italiane protette dal Wwf. 123 sono gli operatori dell'associazione coinvolti, 10 i centri di educazione ambientale, 13 le strutture adibite a foresteria, 18 le cooperative e 4 le società dì servizi 30000 Gli ettari complessivi protetti da Wwf Italia (di cui è stato da poco eletto il nuovo presidente, Stefano Leoni). L'associazione dispone anche di un comitato scientifico con biologi, zoologi, chimici, medici, tisici e geologi 200.000 I visitatori che frequentano ogni anno le oasi italiane del Wwf. Nel nostro Paese i soci sono 300.000 e 400.000 i sostenitori, le sezioni regionali sono 19, 200 quelle locali. A livello internazionale il Wwf conta 24 organizzazioni nazionali e 222 uffici di programma in 96 paesi 3,5 Il costo di gestione annuo delle oasi in milioni di euro, tra cui si trovano anche 7 Riserve Naturali dello Stato e 1 Riserva marina, quella di Miramare (TS). Sono invece 13 i grandi progetti internazionali che è possibile sostenere con una donazione di almeno 15 euro