Il Ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu inaugurerà domani a Roma, presso le prestigiose sale storiche di Castel Sant'Angelo, la XXIII Mostra Europea del Turismo e delle Tradizioni culturali organizzata dal Centro europeo del turismo con la collaborazione del Ministero per i Beni e le Attività culturali e che vede quest'anno la partecipazione del Fondo edifici di culto del Ministero dell'Interno, nonché la consueta presenza -attraverso capolavori d'arte recuperati -delle forze dell'ordine: Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. Il Centro europeo del turismo si è sempre posto come obiettivo, unitamente ad alcune regioni italiane che in questo modo promuovono turisticamente attraverso la cultura il loro territorio, di mettere in luce il patrimonio artistico in un'ottica di valorizzazione e di tutela. Il Centro europeo del turismo da anni, infatti, si propone di far conoscere al grande pubblico italiano e straniero le bellezze artistiche di tutte le regioni italiane e di sottolineare, anche nei confronti di un pubblico di addetti ai lavori, gli sforzi che enti e istituzioni compiono per conservare le opere d'arte con interessanti campagne di restauro anche utilizzando le più moderne tecnologie. Per la mostra «Splendori d'arte» il Comitato scientifico, presieduto dal sottosegretario del Ministero per i Beni e le Attività culturali on. Bono, ha scelto le opere che saranno presenti in mostra all'interno di una rosa di pregevolissimi capolavori tutti di proprietà del Fondo Edifici di Culto (F.E.C.). Non tutti conoscono l'esistenza di questo Ente e pochissimi conoscono la sua storia. Il F.E.C, è stato istituito dalla legge del 20 maggio 1985 n. 222. Esso è dotato di personalità giuridica distinta dallo Stato ed è legalmente rappresentato dal Ministero dell'Interno mentre la sua gestione è affidata, in sede centrale, alla direzione centrale per l'amministrazione del F.E.C, nell'ambito del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione e, in sede periferica, alle prefetture. Il Fondo è proprietario di un ingente patrimonio che, prima del 1985, apparteneva alle aziende di Culto, incardinate nel medesimo Dicastero e nelle quali erano confluiti i beni degli Ordini religiosi soppressi tra il 1848 e il 1873 per effetto delle leggi definite nel loro complesso «legislazione eversiva dell'Asse ecclesiastico». Fino al 1932, il Fondo per il culto, fu legato al ministero della Giustizia e dei culti, successivamente al Ministero dell'Interno ed ebbe essenzialmente il compito di provvedere all'erogazione delle pensioni ai membri delle corporazioni religiose disciolte e della congrua ai parroci. Dopo gli Accordi Concordatari del 1985, che dettavano nuove norme sugli enti e i beni ecclesiastici e per il sostentamento del clero, il Fondo per il culto venne soppresso e nacque un nuovo ente denominato Fondo edifici di culto (F.E.C.) che gestisce gli edifici di culto di sua proprietà. Il F.E.C, provvede, con i proventi del proprio patrimonio e con il contributo annuale dello Stato, alla conservazione, al restauro, alla tutela e valorizzazione sia degli edifici sia delle opere d'arte in essi conservate. Il patrimonio consta, tra l'altro, di oltre ottocento edifici religiosi, sparsi su tutto il territorio nazionale, più di settanta solo a Roma, e di tutte le preziose opere d'arte in essi conservate. Si parla di chiese come Santa Croce a Firenze, Santa Maria in Ara Coeli e Santa Maria del Popolo a Roma, l'Abbazia di Farfa in Sabina, il monastero di Santa Chiara a Napoli, la Martorana a Palermo. Per non fare che pochissimi esempi dei tanti che si potrebbero fare. Il F.E.C, è proprietario, inoltre, di beni di altra natura come la Foresta di Tarvisio e alcuni siti museali come le Case Romane al Celio. Oltre a ciò una ricchissima biblioteca conserva volumi rari e preziosi che vanno dal XVI secolo al XIX nonché alcune bolle pontificie. Sono stati la ricchezza del patrimonio del Fondo edifici di culto e gli aspetti storici connessi alla sua formazione che hanno spinto il Centro europeo del turismo, organizzatore ogni anno a Castel Sant'Angelo di uno tra gli eventi culturali più attesi dal grande pubblico come dagli specialisti, a pensare, per quest'anno, a una mostra interamente dedicata alla storia e al patrimonio artistico e architettonico del F.E.C. Vista la vastità e la ricchezza del patrimonio del Fondo edifici di culto si sta già pensando, dopo questa iniziativa che vuole essere conoscitiva, secondo linee generali, ad altre due edizioni, negli anni prossimi, che affronteranno, in forma monografica artisti o periodi particolari. La mostra di aprile che presenta degli autentici capolavori come quelli di Paolo Veneziano, Benozzo Gozzoli, Giorgio Vasari, Antoniazzo Romano, Orazio Gentileschi, Gian Lorenzo Bernini e Anthonis van Dyck e, tra le opere recuperate dalle forze dell'ordine, quelle di Jacopo di Paolo, Dario Varotari e del Solimena, per fare solo alcuni nomi, sarà come uno sguardo allargato sul patrimonio artistico di tutte le regioni d'Italia. Non mancheranno anche opere di carattere devozionale come, per esepio, dalla chiesa dei Santi Cosma e Dannano (primo edificio cristiano a occupare la zona del Foro) due interessanti reliquiari e dalla Chiesa di Santa Maria Maddalena a Roma (famosa tra l'altro per la Sacrestia che è un vero gioiello artistico) la Madonna della Salute. La tradizione attribuisce l'opera al Beato Angelico e ricorda che l'immagine era particolarmente cara a papa San Pio V. La mostra, che si chiuderà il 30 maggio, sarà corredata e supportata da apparati didattici che permetteranno al pubblico di conoscere la storia e l'attività del Fondo edifici di culto. Come nelle precedenti edizioni un catalogo a stampa sarà memoria della manifestazione. Ma la manifestazione non si limita a illustrare questo straordinario patrimonio d'arte, bensì con il supporto della Lombardia, Lazio, Piemonte, Calabria, Molise, Sicilia e Sardegna, regioni presenti con alcuni padiglioni turistici all'evento, offrirà una opportunità in più per far conoscere le meraviglie di questo Paese suggerendo nel contempo una vacanza, un incontro con la natura, un programma di visite artistiche soprattutto in un momento in cui il turismo risente di una crisi generata dal difficile momento politico internazionale in cui l'Italia si trova coinvolta come altri Paesi.