Dopo le polemiche, la maggioranza della commissione Cultura promuove i lavori di recupero in corso nella chiesa di Santa Maria L'attacco di Piredda (Pdl): interferenze che provocano ritardi e costi aggiuntivi SASSARI. Alla fine il supervisore non è arrivato. Gli esperti titolati a dire se la Soprintendenza e l'impresa, all'interno della chiesa di Santa Maria di Betlem, stanno facendo un buon lavoro, non sono stati chiamati. Dopo parecchie sedute, molti dubbi e qualche sopralluogo, la commissione Cultura promuove l'intervento in corso. Non tutti, però, sono d'accordo. C'è chi condanna la scelta di abdicare «al potere monocratico della Soprintendenza, che impone le sue decisioni. Un'interferenza che si rivela puntualmente dannosa per la città». La seduta, l'ultima (solo in teoria) convocata sull'argomento, si apre con le dichiarazioni del presidente Michele Pinna (Psd'Az). Ribadisce che il progetto prevede la ristrutturazione funzionale della biblioteca «così come pi volte sollecitato dai frati, dallo stesso padre Marco Ardu». Aggiunge che, per quanto potuto vedere e sentire sinora, «l'impresa sta lavorando bene, sulla base delle direttive concordate con la Soprintendenza, in un contesto fortemente alterato nei secoli». Per cancellare gli scempi commessi da mani poco attente alla storia, servono una pioggia di fondi e progetti specifici. Anche se è difficile che, almeno per quanto riguarda alcune parti, possa essere riportato alla luce l'aspetto originario della struttura, ingabbiato e sigillato all'interno di colate di cemento armato. Ecco la proposta di Michele Pinna: «Approviamo un atto di indirizzo, con il quale impegneremo l'amministrazione comunale a reperire nuovi finanziamenti per portare avanti i lavori nel chiostro. Che dovrebbe essere restaurato anche per mettere in evidenza la cupola della chiesa». Quella coperta dal collegio realizzato nel 1920 del quale padre Marco sollecita l'abbattimento. Il presidente Pinna va avanti e dice che un'ottima iniziativa potrebbe essere quella di costituire in città un sistema per il recupero e la gestione dei beni culturali. «Un polo che si affiancherebbe a quello dell'identità e a quello della creatività, ospitato nell'ex mattatoio». Secondo Pinna Sassari potrebbe diventare un importante riferimento culturale, «la cerniera di raccordo nel nord Sardegna». Tra guide turistiche, archeologi, operatori della comunicazione e storici dell'arte «ci sarebbe lavoro per almeno 400 persone dice Pinna , senza considerare l'indotto». Antonello Sassu (Pd) sposa l'idea. E va oltre: «Qualche giorno fa sono andato a visitare il nuraghe Li Luzzani a Predda Niedda. Un monumento di grande valore quasi completamente sepolto dalle erbacce. A breve distanza ci sono le tracce della strada romana che collegava Sassari a Porto Torres. Altro bene da valorizzare». Ecco l'idea: «Sarebbe molto utile creare un nuovo assessorato comunale al Patrimonio artistico e archeologico, che si occupi di gestire l'immenso patrimonio che la nostra città vanta». E magari eviti di ripetere gli errori del passato: «Come a Santa Maria, chiesa trasformata nel corso degli anni al punto che non è possibile individuare il suo aspetto originario». Secondo Antonio Piredda (Pdl), anche questa volta si stanno commettendo parecchi sbagli. «Come sempre la volontà del potere tecnico ha prevalso sulla storia. Avremmo dovuto sentire il parere di enti superiori alla Soprintendenza, questa commissione aveva annunciato di volersi rivolgere al Ministero, per capire se all'interno del chiostro di Santa Maria si stavano commettendo errori oppure no. Niente. Ci siamo accontentati di quello che ci hanno raccontato. Nonostante l'intervento della Soprintendenza abbia bloccato i lavori per pi di un anno e fatto lievitare i costi di 300mila euro. Ancora una volta un'interferenza che ha danneggiato la città». Piredda cita il caso del Turritania «un tappo che la Soprintendenza ci impedisce di abbattere», del muro dell'ex mercato ortofrutticolo in via XXV Aprile «intoccabile, al punto che il progetto per l'accesso al centro intermodale è stato rifatto», ma ha da ridire anche sugli scavi del Castello: «La città bloccata, il cuore commerciale paralizzato. A chi giova tutto questo?».
Sassari. La Soprintendenza nel mirino Scelte dannose per la città
La commissione Cultura ha promosso i lavori di recupero in corso nella chiesa di Santa Maria L'attacco di Piredda a Sassari. La maggioranza della commissione ha approvato un atto di indirizzo che impegnerà l'amministrazione comunale a reperire nuovi finanziamenti per portare avanti i lavori nel chiostro. Il presidente Michele Pinna ha proposto di costituire un sistema per il recupero e la gestione dei beni culturali in città, che potrebbe diventare un importante riferimento culturale e un polo di lavoro per almeno 400 persone.
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