Per i funzionari del ministero, le pratiche sono incomplete Una controreplica dagli uffici baresi potrebbe partire all'indirizzo del ministro ai Beni culturali Sandro Bondi. A rallentare la nascita del museo archeologico, infatti, non sarebbero ragioni politico- elettorali, come denunciato dal presidente della Provincia Vincenzo Divella, ma carenze progettuali, a cominciare da uno studio su cosa esporre e come. E non sarebbero neppure troppo facili da risolvere, a prescindere dalle elezioni. Divella, due giorni fa, ha denunciato i ritardi nel dare via libera al progetto di restauro del complesso di Santa Scolastica che dovrebbe ospitare i reperti archeologici della Provincia e dello Stato. Quel progetto, presentato ormai quindici mesi fa, è stato fortemente criticato dai comitati tecnici del ministero. La modifica, accolta dalla Provincia, che ha eliminato il cosiddetto cannocchiale, cioè un corpo nuovo cilindrico e rosso, non sarebbe sufficiente ad mandare avanti la pratica. A mancare del tutto, infatti, sarebbe il progetto di allestimento: per far nascere un museo è necessario, oltre a predisporre la struttura, un'idea precisa e basata su criteri scientifici, su cosa e come esporre. La Provincia dispone di meno di duemila reperti. Gli altri, che in passato sono stati esposti nell'ateneo, sono di proprietà dello Stato. E dall'ente locale non è stata ancora formalizzata la necessaria richiesta per utilizzarli. Insomma, progetto architettonico a parte, mancherebbe tutto quello museologico senza il quale un museo non può aprire. Questi sarebbero gli ostacoli alla rinascita di un polo espositivo dedicato ai reperti archelogici. Per Divella, invece, quella in atto è una manovra del ministero che, per danneggiare lui stesso dal punto di vista elettorale, non si farebbe scrupolo di privare il territorio di un contenitore culturale di questa importanza. Il direttore regionale dei Beni culturali, Ruggero Martines, non ha inteso replicare pubblicamente alle accuse che Divella ha lanciato innanzitutto al suo indirizzo con una lettera molto dura al ministero di Bondi. Tuttavia gli uffici baresi relazionano a via del Collegio romano ogni evoluzione nella vicenda. Ad. Lo.