Porto Badisco In Francia superati gli ostacoli naturali Sarà clonata per i turisti Il progetto è del gruppo «'Ndronico» La cavità custodisce 3mila segni preistorici ma è interdetta per non alterare il microclima che li protegge La Grotta dei Cervi di Porto Badisco potrebbe essere visitabile virtualmente, realizzando una riproduzione artificiale della stessa, così come è accaduta per le grotte di Lascaux in Francia. A suggerirlo è Pino Salamina, direttore scientifico del Gruppo Speleologico «'Ndronico», il quale ieri sera ha tenuto un tour virtuale della grotta dei Cervi. Il progetto Si è trattato di una serata culturale, in cui è emerso chiaro il bisogno di valorizzare tale bene archeologico, che identifica il nostro territorio. L'aspetto più controverso resta però quello della fruizione. Nella grotta, con i sui 3000 segni pittorici, di guano di pipistrello e argilla preistorica, non si può accedere per evitare di alterare il microclima esistente e non deturpare così tale singolare patrimonio. Da anni il Gruppo spelelogico persegue l'obiettivo di far includere tale testimonianza nella lista del patrimonio universale dell'Unesco. A seguito di richieste, indirizzate direttamente all'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, questa possibilità è stata esclusa, nonostante la rilevanza del sito, in quanto il riconoscimento dell' Unesco è conferito ai beni, che siano fruibili dal pubblico. «Certoha spiegato Pino Salamina questo nostro patrimonio è e resta un unicum che merita di essere conosciuto e valorizzato ». Non poche sono state le iniziative sinora portate avanti dal gruppo speleologico e fra queste c'è la realizzazione di mappe del sito, che sono state distribuite presso le scuole. Da qui nasce l'idea del Gruppo «'Ndronico» che intende comunque chiedere il riconoscimento Unesco per la Valle dei Cervi, l'insediamento neolitico che include i territori comunali di Uggiano La Chiesa, Otranto, Giurdignano, Minervino di Lecce e Santa Cesarea Terme. Questa proposta, così come quella di una grotta che si presenti come un clone di quella sottomarina, devono ovviamente ricevere il sostegno degli enti preposti alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali e degli enti territoriali. L'assessore L'assessore provinciale alla cultura Aurelio Gianfreda ha espresso, a riguardo, un notevole interesse, «a supportare ed essere parte attiva nell'obiettivo di salvaguardare e, nello stesso tempo, far conoscere questo patrimonio del nostro territorio». Al momento la Grotta dei Cervi è inserita in un progetto Tecsis, oggetto di una convenzione fra Direzione regionale per i beni culturali e Soprintendenza archeologica. Questo progetto dovrebbe avvalersi di tecnologie robotiche che permettono la telepresenza del visitatore in siti non accessibili, quali appunto grotte sottomarine. «A questo puntosostiene Pino Salamina- viene meno il principio del turista che si reca in loco per ammirare il nostro territorio». Antonella Lippo