FIRENZE Ci si chiede se il caso sia più giudiziario, ambientale o politico. Il dubbio è legittimo dal momento che fra un mese e mezzo qui si vota per il nuovo sindaco. E dal momento che in mezzo alle polemiche sono finiti un soprintendente, che è anche il candidato numero uno del centrodestra, e l'attuale amministrazione ulivista di Palazzo Vecchio. In due nel mirino Li unisce un'imprevista, ma forse prevedibile, par condicio delle responsabilità: hanno permesso la costruzione di una galleria commerciale a ridosso delle mura cinquecentesche della Fortezza da Basso. Si tratta della parte interna di un intervento che porterà alla realizzazione di un parcheggio sotterraneo laddove finora c'era un'area di sosta per bus turistici. Voluta dai Medici Grande neo di un'opera per il resto benemerita perché servirà a dirottare il traffico sottoterra. Ieri l'altro "la Nazione» ha denunciato l'offesa di cemento al monumento voluto dai Medici nel 1534, e in un batter d'occhio il procuratore Ubaldo Nannucci ha aperto un'inchiesta ipotizzando il danneggiamento al patrimonio e il deturpamento di bellezze naturali. I giudici vogliono sapere chi ha dato i permessi, visto che l'intera operazione non è stata varata dal consiglio comunale ma da una «conferenza dei servizi» della quale facevano parte i tecnici di Palazzo Vecchio, i progettisti e le soprintendenze. Bisogna dire che l'impatto visivo ancorché nascosto da pannelli che coprono il cantiere è scandaloso, benché il Comune sia convinto che il progetto, quando sarà finito chiavi in mano, non deturperà affatto la Fortezza: quello che ora è un orribile scheletro di cemento poi dicono sarà coperto da un meraviglioso giardino. Ma quello che più sorprende è lo scarico di responsabilità fra i due soprintendenti a cui toccava un giudizio tecnico defintivo. Dice Domenico Valentino, l'uomo che ha soffiato a Vittorio Sgarbi la candidatura a sindaco per la casa delle Libertà: «In questo progetto io non c'entro, è stato approvato da Mario Augusto Lolli Ghetti. Chiedete a lui». L'altro, Lolli Ghetti, non fa sconti al collega: «Ho partecipato alla riunione del novembre 2001 sul progetto preliminare, però quello definitivo è stato approvato il 3 aprile 2002 proprio dall'architetto Valentino». Una questione imbarazzante Dunque? L'idea è che ci sia molto imbarazzo in giro. Anche perché la soprintendenza è sempre stata molto attenta a possibili danneggiamenti della città. Come quella volta che proprio Valentino detto «il duro» ha denunciato e fatto processare il sindaco Leonardo Domenici (suo avversario in questa campagna elettorale) per l'abbattimento di quattro alberi, giusto intorno alla Fortezza, per consentire i lavori del parcheggio. Ora, inchiesta a parte, il guaio pare possa essere rimediato. Fra chi chiede l'abbattimento dei box di cemento già costruiti e chi si fida delle promesse che il mostro di cemento non oscurerà la Fortezza, ieri in soprintendenza c'è stata una riunione: all'ordine del giorno l'eventuale modifica del progetto. Forse il pericolo è scampato.
Firenze, scandalo-Fortezza. Negozi davanti alle mura del '500
A Firenze, un progetto di costruzione di una galleria commerciale a ridosso delle mura cinquecentesche della Fortezza da Basso è stato approvato dall'attuale amministrazione. Il progetto prevede la costruzione di un parcheggio sotterraneo e ha causato polemiche per il danno visivo che potrebbe subire il monumento. L'inchiesta è stata aperta per determinare chi ha dato i permessi e se il progetto è stato approvato correttamente. I due soprintendenti coinvolti nel progetto hanno negato di aver ceduto responsabilità, ma la questione rimane aperta.
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