L'intervento Il presidente onorario dell'associazione Lo slogan della Giornata delle Oasi del Wwf, «Più siamo, più natura salviamo», non è un semplice appello. La storia quarantennale dell'associazione testimonia infatti dell'importanza primaria di essere in tanti se si vogliono ottenere dei risultati nella difesa del territorio e della natura. Dai primi mille soci del 1967, che contribuirono all'affitto dell'Oasi del Lago di Burano, alle migliaia di soci e donatori che inviarono offerte destinate all'acquisto della foresta di Monte Arcosu in Sardegna per salvare gli ultimi cervi sardi, il fatto di essere numerosi ha sempre consentito di raggiungere risultati straordinari senza dover dipendere, se non in minima parte, da finanziamenti pubblici. Grazie alla scelta fatta dai fondatori dell'associazione di privilegiare i risultati concreti alle inutili declamazioni di principio, oggi la collana di aree protette di proprietà o gestite direttamente dal Wwf costituisce un patrimonio territoriale di grande valore. Il merito di aver salvato, dalle vette alpine alle falesie siciliane, dai fiumi della Campania alle lagune toscane decine di migliaia di ettari, sottraendoli dal destino comune di tanti bellissimi luoghi, (un destino fatto di cemento, di asfalto, di cenere e detriti) è dovuto proprio alle tante, tantissime persone che in tutti questi anni ci hanno generosamente sostenuto e aiutato. Per difendere lontre e fenicotteri, lupi e orchidee selvatiche, certo. Ma anche per assicurare un futuro a opere dell'uomo destinate al degrado e all'obsolescenza: come le torri costiere dell'Oasi di Capo Rama in Sicilia e di Torre Guaceto in Puglia, il casale spagnolo dell'Oasi di Orbetello in Maremma e l'antica masseria dell'Oasi delle Cesine nel Salento, le caratteristiche malghe dell'Oasi di Valtrigona nel Lagorai Trentino e la Cascina Gabrina nell'Oasi di Vanzago in Lombardia, la Ca' Tiepola nell'Oasi veneziana di Valle Averto e i trulli dell'Oasi del Monte Sant'Elia a Taranto e tante altre. Ed è per questo che l'appello lanciato dalla maggiore associazione ambientalista del nostro Paese deve essere accolto con favore da tutti coloro che hanno a cuore la bellezza e integrità dell'ambiente e del paesaggio, senza trascurare i segni che la presenza umana nei secoli e nei millenni ha impresso nel volto delicato e sapiente del nostro ancora Bel Paese.