Venezia come Cannes. Nel Festival cinematografico francese, un grande regista statunitense come Quentin Tarantino, presenterà fuori concorso il suo film Kill Bill volume IIe sarà, contemporaneamente, presidente della giuria. Anche alla Mostra del Cinema di Venezia dovrebbe accadere per la prima volta qualcosa di analogo, con Steven Spielberg presente fuori concorso con il suo nuovo film Terminal e, contemporaneamente alla guida della giuria. Il punto è che a dare la notizia, ancora una volta, non è Marco Muller direttore in pectore ancora alle prese con un diffìcile contratto da firmare, in odore di conflitto di interessi, per la sua attività di produttore ma il ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani. «Ormai - commenta amaro il consigliere Amerigo Restucci il Consiglio di amministrazione della Biennale viene considerato come un consesso di figuranti che apprende dal ministro le informazioni che lo riguardano, per poi doverle ratificare nelle sue sedute». Ma a Urbani piace moltissimo il doppio ruolo e per questo per lui coerentemente il conflitto di interessi di Muller direttore del festival di Venezia e insieme produttore cinematografico, non esiste, come ha spiegato anche ieri. Ma martedì in Consiglio di amministrazione le cose per l'ex direttore dei Festival di Amsterdam e Locarno entrambi lasciati dopo contrasti insanabili con i suoi vertici potrebbero essere più difficili. Due consiglieri, lo stesso Restucci e Valerio Riva, sono infatti pronti a votare no al suo contratto, dissociandosi dalla decisione, se Muller non avrà sciolto ogni rappor-t9 con la sua società di produzione, la Downtown Pictures, e con Raicinema, che con essa ha in atto un accordo di coproduzione per tre film all'anno. «Muller deve lasciare la società spiega Riva per un anno o per quattro decida lui. Il fatto è che noi consiglieri rispondiamo in solido per eventuali cause o richieste di risarcimento danni presentate alla Biennale. Personalmente non voglio trovarmi nella situazione in cui un altro produttore faccia causa alla Biennale sostenendo che, alla Mostra del Cinema, è stato favorito un film di Raicinema rispetto al suo, solo perché il direttore del festival ha un rapporto di collaborazione professionale con l'azienda cinematografica della Rai». Martedì il contratto di Muller sarà sicuramente approvato esiste comunque una maggioranza di tre consiglieri pronti a onorarlo perché nessuno vuol far saltare la Mostra del Cinema, come accadrebbe sicuramentevisti i tempise venisse silurato anche il suo direttore. La vicenda, però, rischia di lasciare pesanti strascichi, se l'"armatura" giuridica predisposta dai legali che hanno predisposto il contratto di Muller per conto della Biennale, non sarà a prova di bomba. A dimostrazione della delicatezza della situazione, Raicinema ha fatto saltare la coproduzione del nuovo film del regista russo Alexander Sokurov, The Sun, che era stato sottoscritto solo pochi giorni fa con Downtown Pictures e Istituto Luce, per non creare difficoltà a Muller. In Biennale, comunque, si ostenta tranquillità sulla soluzione di tutti i problemi martedì e sul fatto che Muller per primo si cautelerà, non selezionando per Venezia nessuno dei film da lui coprodotti con Raicinema, ma portandoli ad altri Festival, come Cannes e Toronto. Il contratto, sul quale stanno lavorando l'avvocato Della ragione, consigliere, e l'ufficio legale, avrà parecchie condizioni. Il direttore che ha fama di grande indipendenza e anche di durezza, quando necessario, nei confronti dei suoi datori di lavoro, se si tratta di difendere le sue idee non ha fatto finora una piega né che consigliere, né rispetto alle anticipazioni di Urbani che gli sta "bruciando" le carte migliori in anticipo. Ma Muller assicura chi gli è vicino tiene troppo alla carta-Venezia per sprecarla con polemiche anticipate. Dopo si vedrà e si andrà, progressivamente alle verifiche, a cominciare dai boatos che parlano di un direttore in passato spesso rivelatesi un po' "spendaccione", alla guida di una Mostra che nonostante le amorose cure di Urbani di soldi ne ha sempre meno.
Si decide per Muller. Sarà Steven Spielberg a capo della giuria
Il ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani ha annunciato che il direttore del Festival cinematografico di Venezia Marco Muller presenterà fuori concorso il film di Quentin Tarantino "Kill Bill volume II" e sarà presidente della giuria. Questo è per la prima volta che un regista statunitense come Tarantino presenterà fuori concorso il suo film a Venezia. Il punto è che Urbani ha dato la notizia, non Muller, che è in conflitto di interessi con la sua società di produzione Downtown Pictures e con Raicinema, che ha un accordo di coproduzione con la Biennale. Il Consiglio di amministrazione della Biennale è stato informato, ma non ha ancora preso una decisione.
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