Il San Carlo incassa il colpo, ma non tace. Non tace il commissario Nastasi e non stanno in silenzio neanche i sindacati davanti alla minaccia del Comune di tagliare i fondi quasi dellottanta per cento. Venti di crisi e malumori sul Massimo, a cui anche la Provincia toglie 700 mila euro. «A quanto ci risulta non solo Comune ha ridotto drasticamente i fondi da 2 milioni e cento a 500 mila euro, ma anche la Provincia ha tagliato 700 mila euro», spiega Franco Spizzica, segretario della Fials. Questo significa che il San Carlo, in un colpo solo, dallavere un bilancio in pari, come annunciato dal commissario Nastasi, è ufficialmente in rosso. Spizzica aggiunge: «A voler pensar male, e in politica non si sbaglia mai, una decisione del Comune così eclatante sembra essere una ritorsione proprio nei confronti del commissario imposto da Roma». Nastasi ha appena nominato anche una sua persona di fiducia come direttore operativo. Sarà una sfortunata coincidenza, ma la notizia dei tagli al teatro è arrivata proprio nel giorno in cui si è insediato il nuovo direttore, Rosanna Purchia (che arriva a Napoli dopo trentanni al Piccolo di Milano), che è andata su tutte le furie. Di ritorsione politica parla anche Luciano Schifone, consigliere comunale di An: «Assurdo un taglio di quasi l80 per cento dei fondi del Comune per il San Carlo proprio mentre il commissario sta completando lopera di risanamento finanziario dellente e si cominciano a vedere i primi spiragli di rilancio. In consiglio ci sarà battaglia sul lirico». Da Roma si fa sentire anche Amedeo Laboccetta, deputato Pdl: «Il grande sforzo che finora ha fatto il commissario Nastasi per il rilancio del più bel teatro del mondo, non può essere intaccato dallinsensibilità di un sindaco che ha sinora affrontato le problematiche del San Carlo come un peso e un fastidio. Il Massimo napoletano è una grande risorsa che la Iervolino deve imparare a rispettare». E al San Carlo cè chi dice che se il Comune non torna sui suoi passi Nastasi è pronto a dimettersi. Lui, il commissario, parla dei tagli come di un atto «gravissimo». «Sono arrabbiato - commenta il Commissario - perché con 400-500 mila euro non si organizza neanche un concerto estivo in piazza, altro che fondi per un teatro. Alemanno allOpera di Roma dà 13 milioni, la Moratti dà alla Scala 7 milioni, Firenze sei. E poi la cosa che mi ha stupito di più è che il Comune non mi ha avvisato prima. Capisco che il bilancio è in difficoltà, ma perché non informarmi? Anche la Provincia starebbe operando dei tagli, ma ci sono colloqui costanti e continui come si addice tra istituzioni che collaborano per uno stesso fine: rilanciare il teatro». Comunque nel bilancio presentato dallassessore Riccardo Realfonzo e approvato dalla giunta i fondi per tutto il comparto Cultura e beni culturali sono stati ridotti per le spese correnti (da 15,10 a 11,74 milioni). Quasi dimezzati i fondi per le manifestazioni culturali (che passano da 4,5 ad appena 2,5 milioni); invariato invece il compenso (200 mila euro) previsto per il direttore del Pan (posto lasciato libero un mese fa da Julia Draganovcic). Anche se cè un incremento di fondi (tra capitali europei e mutui) per le spese di investimento nel settore. Tra laltro stanziati 3,7 milioni per il Forum Nazionale delle Culture e 8,6 milioni per il restauro di edifici di rilevanza storico artistica.