Lungarni, buio a regola darte Alcuni tratti di notte sono molto pericolosi ma illuminarli di più è un problema arriva la luce sui controviali, ma per i lungarni cè poco da fare: per ora restano quasi al buio. Silfi, lazienda della luce pubblica, lancia la prima grande operazione di illuminazione delle fasce esterne dei viali, frequentate dai pedoni e dai ciclisti, oggi buie da far paura: si parte dal trapezio formato da viale Giovine Italia, via Duca degli Abruzzi e viale Amendola. Da fine estate debuttano i nuovi pali, che si uniscono alle decine di oggetti illuminanti già sparsi per la città: lanterne, candelabri, bracci con piatti e scatole, quali a luce bianca quali gialla ad alogenuri metallici, quali arancio ai vapori di sodio. I nuovi pali con il giglio di Firenze, più bassi degli attuali - 9 metri anziché 12 - avranno il doppio braccio: quello alto che illumina la carreggiata sarà a luce gialla, quello più basso che guarda al controviale, a 6 metri da terra, avrà luce bianca. Saranno sostituiti 41 pali, costo complessivo delloperazione 230mila euro. Ma è solo il primo passo: «Per illuminare tutti i controviali fino a Porta al Prato ci sarà bisogno di almeno un altro milione di euro», dicono lamministratore delegato di Silfi Carlo Bini e gli assessori allambiente Claudio Del Lungo e alla mobilità Beppe Matulli, facendo capire che il resto dellopera sarà semmai completata dal prossimo sindaco. Silfi annuncia pure che partirà a breve la sostituzione con led a basso consumo degli impianti luminosi di 20 semafori per risparmiare 30 mila euro lanno. Di notte invece i lampioni non si spegneranno a metà dopo le 23.15, come avviene ora: si abbasserà la potenza del fascio luminoso solo del 30. Piccoli passi avanti. Resta però pesante la situazione dei lungarni, dove la Soprintendenza non permette di usare lampioni diversi dagli attuali, che disperdono buona parte della luce, già piuttosto opaca, verso i lati. Stesso copione sul piazzale Michelangelo. «Lunica cosa che possiamo fare è installare faretti sui palazzi dallaltra parte della strada», allarga le braccia la presidente Silfi Patrizia Zavataro annunciando che i primi passi in questa direzione sono già stati fatti sul lungarno della Zecca. A Silfi, che sta ancora lavorando al piano generale della luce pubblica per uniformare gli impianti della città chiesto dalla Soprintendenza un anno fa, arrivano però altre segnalazioni di strade illuminate male: via Ghibellina, via dellAgnolo, via Pandolfini, San Niccolò, lOltrarno. Campo di Marte è il quartiere che necessità di più manutenzione allimpianto luci (oltre 600 interventi lanno). Una situazione difficile, Silfi però alza le mani: «Siamo una delle città più illuminate dItalia».