Il Comune cambia parere: si potrà costruire. Ambientalisti in rivolta Il sindaco: "Il progetto è molto meglio di quello del piano regolatore che prevedeva palazzine inadatte al nostro territorio" A Cogoleto è tempo di villette. E visto che si parla di edilizia non centrano le stagioni bensì, come al solito, lennesima variante. Un parere negativo del dirigente dellurbanistica che appena un mese dopo si trasforma in positivo nonostante siano ancora presenti tutte le «diverse criticità», un piano particolareggiato che grazie allestensione degli indici di edificabilità semina villette in aree verdi e di bosco, unamministrazione vicina alla scadenza del mandato. Ecco gli ingredienti della "variante Sciarborasca" e delle 25 ville per complessivi 18 mila metri cubi che un gruppo di residenti vorrebbe realizzare al più presto. Legambiente, per voce del coordinatore regionale Santo Grammatico, esprime «forte preoccupazione per lultima speculazione che priverà di preziose aree verdi il nostro territorio, anche se forse consentirà di estendere il consenso elettorale di qualcuno». Il sindaco Attilio Zanetti, invece, ribatte che «è molto meglio questo progetto che quello del piano regolatore che prevedeva volumi più concentrati in palazzine che mal si adattano al nostro territorio». Pochi giorni fa il consiglio comunale ha espresso un "preventivo assenso" alla variante anche se, dei dieci consiglieri presenti, due hanno votato contro (Ferruccio Baratella e Francesca Schelotto) e tre si sono astenuti (Luigi Cola, Luca Nanni, Amelia Ravenna). Il Piano regolatore prevedeva una serie di edificazioni concentrate però in unarea confinante con quella già urbanizzata di Sciarborasca. Non tutti i proprietari dei lotti erano però daccordo così una parte andò a cercare laccordo con i terreni del versante opposto. Vennero modificati i confini e soprattutto lindice di edificabilità fu esteso ai singoli proprietari su una superficie complessiva assai più ampia. In poche parole: a ognuno la propria villetta. Quanto alledilizia convenzionata che la legge consente di realizzare al Comune, lintervento prevede il riempimento di una valletta (rio Rumeco) profonda ben nove metri, con un consistente sforzo economico. Il 20 dicembre 2008 il dirigente dellufficio urbanistica Furio Merlo aveva espresso parere negativo alla variante per cinque ragioni: vicoli ambientali; «consistenti interventi» in zone che il Piano Paesistico definisce di "mantenimento"; «concentrazione volumetrica eccessiva in alcune zone»; «riempimenti di altezza superiore a quanto previsto dalle norme paesistiche»; «parziale effettuazione atti di interpello». Neppure un mese e mezzo dopo, il 12 febbraio, il funzionario «esprime parere favorevole» alla variante e al piano particolareggiato nonostante nel documento compaiano le stesse identiche criticità. Nessun cambiamento quindi, a parte un "no" che diventa un "sì", e un ultimo paragrafo con cui si consiglia di affrontare in sede di Conferenza dei servizi le problematiche. «E vero che come consiglio abbiamo espresso parere favorevole - dice ancora il sindaco Zanetti - perché è una variante che meglio si adatta al nostro paesaggio. In ogni caso lapprovazione definitiva del piano è ancora lontana. Ci sono grosse problematiche da affrontare e in particolare dovrà essere la Provincia a pronunciarsi oltreché, per certi aspetti, pure la Regione, i cui uffici ci hanno informato che per questo piano non è prevista la procedura di Valutazione ambientale strategica». Per Cogoleto comunque si apre un altro fronte di dibattito urbanistico. Un caso che va ad aggiungersi a quelli altrettanto caldi del futuro delle aree Tubighisa (il proprietario attuale, la Geo srl della famiglia Nucera, ha già diffuso progetti con grattacieli) e di quelle di Pratozanino dellex ospedale psichiatrico nelle mani di Fintecna.