Il candidato Pdl: stop alla galleria sotterranea, ma passaggio da Montughi e stazione a Castello Né sottoterra né in superficie. Per il passaggio dei treni dellAlta velocità a Firenze Giovanni Galli sceglie la terza via: quella del tunnel che invece di interrarsi, con tutti i costi e i rischi che loperazione comporta, poco dopo le Cure sinfila nella pancia della collina di Montughi e tira dritto fino allo scavalco di Castello, dove nascerà la nuova stazione. Il Freccia Rossa risulterebbe così altrettanto invisibile e, si suppone, abbastanza silenzioso ma non sarebbe costretto a scendere in profondità come accade invece nel progetto concordato tra governo, Ferrovie e Regione. Galli sogna? Macché. Il candidato sindaco del Pdl non ha laria di buttare la proposta a casaccio nel dibattito della campagna elettorale, tuttaltro. «Ne ho già parlato col ministro Altero Matteoli», assicura, «e lui mi ha detto che insieme ai tecnici discuterà lidea con le Ferrovie. Oltre alla sua disponibilità, che ho già incassato, volevo essere sicuro che non ci fossero penali da pagare con un nuovo tracciato». Galli sembra deciso. «Firenze non può permettersi di mettere a rischio la stabilità di 180 palazzi», dice, «e nemmeno può sopportare altri cantieri in città. La gente è terrorizzata dalla prospettiva del tunnel, ancora di più se pensa che lOsservatorio ambientale non ha ancora visto le carte». I vantaggi, dice Galli, sono tanti: il percorso è più breve e non presenta curve. In più libererebbe binari di superficie sulla tratta Castello-Santa Maria Novella che sarebbero sfruttati da una metro di superficie urbana. (s.p.)