Boom anche a Populonia, visite record nella provincia di Livorno A Portoferraio nel 2008 la Palazzina dei Mulini da sola supera per visite tutti i turisti del Museo di S. Matteo nella città della Torre L'imperatore Napoleone vale più come richiamo di sua «maestà» la Torre. Stando ai dati del Ministero dei beni culturali, la provincia di Livorno surclassa quella di Pisa per quanto riguarda l'affluenza nei musei statali, con tanto di benefici introiti per le casse delle soprintendenze e quindi dello stesso ministero. Dati alla mano, nel 2008, i musei statali pisani sono stati visitati da circa 40mila turisti, mentre tra luoghi e musei napoleonici e l'area archeologica di Populonia i visitatori sono stati ben oltre 200mila con un incasso pari a circa 800mila euro. La sola Palazzina dei Mulini a Portoferraio, supera la somma di tutti i turisti che si sono aggirati dentro il Museo di San Matteo (dove ci sono opere di Masaccio, Simone Martini e sculture di Donatello) e nel Palazzo Reale pisano. Livorno come provincia diventa un caso dunque non solo se paragonata alla vicina città d'arte ed universitaria, ma anche se guardiamo i dati di affluenza dei musei nazionali senesi con appena 100mila visitatori e quelli lucchesi che hanno avuto solo circa 22mila turisti. Va precisato che parlando di soli musei statali, Pisa nella classifica perde il computo della valanga di visitatori che ogni giorno da Piazza dei Miracoli entrano nei musei dell'Opera Primaziale (Camposanto monumentale, l'Opera del Duomo e quello delle Sinopie). Ma certo fa effetto che non vi sia alcun effetto trascinamento dalla Torre verso gli altri musei della città. E allora? Tutto merito del turismo vacanziero dell'Elba, delle crociere, delle giornate piovose che costringono i turisti ad entrare nei musei napoleonici? «Macchè, tutto merito di Napoleone, l'imperatore», dice la direttrice del museo nazionale delle residenze napoleoniche, Roberta Martinelli, una super esperta della materia visto che è stata anche l'artefice della mostra la Tavola di Elisa a Lucca. Ma basta lo spirito del grande esule che aleggia nelle sale dei musei elbani per fare impallidire tutti i musei toscani esclusi quelli fiorentini che hanno avuto nel 2008 quasi 5 milioni di visitatori? «Napoleone e le sue residenze - spiega Martinelli - sono sempre state sottovalutate da vari ministeri e sovrintendenze, ma ho capito che per rilanciarli bisognava sfrondare, togliere tutto ciò che filologicamente non era napoleonico per esaltare la sua figura ormai al confine con il mito. Non vedete che quando si vogliono "satirizzare" Berlusconi e Sarkozy, si usa la figura di Napoleone?». Insomma, inutili anche le mostre eclatanti da luna park per attirare massa turistica. Linea questa sostenuta anche dalla collega Maria Giulia Burresi, direttrice del Museo San Matteo di Pisa che, nonostante l'esiguità dei 9mila visitatori del suo importantissimo museo, dice: «Volete far arrivare a Pisa, una mostra di disegni di nudo di Picasso per fare il record di visitatori? Non scherziamo». Forse, il museo di San Matteo ed il palazzo Reale pisano avrebbero più che altro bisogno di un parcheggio o di un'adeguata segnaletica stradale. Almeno partiamo dalle basi. «Se volessimo raddoppiare i visitatori dei nostri musei napoleonici - rincara la dose Martinelli -, ripeto raddoppiare, basterebbe fare una cosa semplice semplice, tenere aperto anche la sera, almeno d'estate, ma con le risorse che abbiamo invece, non riusciamo ad aprire neppure un sito Internet dedicato al museo». In realtà, le residenze napoleoniche contribuiscono a far schizzare la provincia di Livorno al secondo posto tra i musei statali più visitati di tutta la Toscana, subito dopo Firenze dove gli Uffizi a gennaio del 2009, hanno perso però il 7,3 dei visitatori ed il 4.5 è stato perso dalla Galleria dell'Accademia dove c'è il David.
TOSCANA - PISA. Musei statali, l'Elba batte Pisa
La provincia di Livorno ha registrato un record di visite nei musei statali nel 2008, con oltre 200mila turisti che hanno visitato i luoghi e i musei napoleonici, tra cui la Palazzina dei Mulini a Portoferraio. La provincia si è classificata al secondo posto nella Toscana, dopo Firenze, che ha perso 7,3% dei visitatori. I musei statali pisani hanno avuto circa 40mila visitatori, mentre quelli lucchesi hanno avuto solo 22mila. La direttrice del museo nazionale delle residenze napoleoniche, Roberta Martinelli, attribuisce il successo al turismo vacanziero e alle crociere, ma anche alla strategia di promozione del museo.
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