Aveva già 32 impianti, Roma 2009 ne prevede altri 11. Con annessi nuovi alloggi La grande nidiata di piscine di Roma 2009, prossimi mondiali di nuoto, ha la sua cova più prolifica lungo la direttrice Cristoforo Colombo-Ostia. In questi tre municipi confinanti - XI, XII e XIII che dalle Mura Aureliane approdano al mare - sono nate o stanno crescendo 24 delle 84 nuove vasche previste in città. Molte sono contestate. Il progetto più combattuto è anche quello più importante per larea: il polo natatorio di Ostia, tre piscine, ampia palestra, 80 stanze di foresteria per atleti, 16 milioni il costo pubblico. Il polo di Ostia, 54 comitati contro allinizio, ha conosciuto uno spostamento di sede e quattro variazioni progettuali. Più una ventina di esposti in procura e al Tar, di cui tre restano in piedi. Oggi, con i comitati sfarinati da una serie di compromessi sanciti lungo larenile, limponente parallelepipedo è in fase di ultimazione in lungomare Caio Duilio, di fronte ai bagni "Le Dune", di proprietà della famiglia Papagni. Lingegner Renato Papagni, uomo influente nellAssobalneari locale, sponsor dellidea «Ostia come Rimini», è il progettista di fiducia del presidente della Federnuoto, Paolo Barelli. E quindi è stato chiamato a sviluppare sia limpianto di Ostia che le due strutture pubbliche omologhe di Valco San Paolo e Pietralata. Papagni assicura che il 15 giugno, un mese prima dellesordio dei mondiali, Ostia sarà pronta, «forse, però, non ancora le foresterie». Si è formato qui, nel 13 municipio, territorio già servito da 32 piscine e che adesso ne ospiterà altre undici, lhumus politico-affaristico che ha sostenuto la fase privata del business mondiali 2009, 200 milioni dinvestimento. Qui, il presidente federale Barelli, senatore di Forza Italia candidato alla presidenza del Coni, motore del progetto piscine, ha relazioni consistenti. Uomo di collegamento tra Barelli e limprenditoria locale è Maurizio Perazzolo, già consigliere berlusconiano in municipio, albergatore e presidente del consorzio Le Cupole di Acilia che, per Roma 2009, è stato ristrutturato con oltre 3 milioni di spesa. Perazzolo ha avviato unoperazione ancora più ambiziosa al Torrino, dove ha ottenuto per conto della Roma Team Sport la possibilità di tirar su una struttura ex novo nella collina di via Cina. La prima delibera del Campidoglio aveva consentito una piscina coperta da 50 metri con 12 stanze. Successivamente, con lintervento del commissario straordinario per Roma 2009, si è aggiunta una seconda piscina da 25 metri, una sala fitness da 1.600 metri quadrati, un ampio ristorante e altre 23 stanze. Unamplificazione sensibile per un cantiere tra i più ampi dellintera partita mondiali: 20 milioni preventivati. Alcune imprese al lavoro al Torrino - a sottolineare i rapporti di mutua relazione imprenditorial-politica in XIII - stanno lavorando a un altro impianto per i mondiali, il centro sportivo Macchione di via Traetta, Infernetto. Lo scorso 31 marzo il belligerante Comitato entroterra 13 ha firmato un esposto che illuminava tre vincoli violati dalla struttura ex abusiva e sanata, confinante con la tenuta presidenziale di Castelporziano. Al Macchione compaiono e scompaiono foresterie, si spostano spogliatoi e zone ristoro. Consulente dei costruttori, qui, è un ex geometra comunale arrestato nel 93 con altre nove persone: avevano costituito in municipio un ufficio specializzato nellapprovare pratiche edilizie irregolari. La gestione del Macchione sarà affidata allAgepi, società sportiva che nel 2006 ha trasformato una piscinetta scolastica di via dellIdroscalo in una 25 metri. Tutto si tiene, a scendere. La lobby di Ostia dai mondiali di nuoto ha ottenuto vasche, allargamenti, nuove stanze.