Lappello del sindaco al governo. Il Pd: "Ha rifatto lo stesso discorso di un anno fa. No alla logica degli affari privati" "Dopo la crisi e il terremoto il progetto vale ancora di più" LExpo si deve fare. Anzi, «vale di più di un anno fa», dice Letizia Moratti. Con un dossier confermato integralmente, senza ripensamenti. «Perché un progetto che crea posti di lavoro va realizzato». Il sindaco rilancia, pur tenendo presente la crisi economica e il terremoto in Abruzzo che impone la spesa della ricostruzione. Il Pd allattacco: «Ha detto le stesse cose di un anno fa. No alla logica degli affari privati». Il sondaggio Expo, Moratti avanti tutta "Ora che cè crisi vale di più" "Conflitto di interessi? La Bracco ha donato 10 milioni" Il centrodestra ha perso un anno di tempo e adesso tanto più dopo il terremoto bisogna preoccuparsi sui fondi Giusto consultare i cittadini. Ma cosa si farà nei padiglioni dopo la fine dellEsposizione dobbiamo deciderlo noi STEFANO ROSSI Letizia Moratti lancia un appello al governo: anche dopo la crisi e il terremoto, lExpo si deve fare. Anzi ora dice il sindaco, confermata integralmente rispetto al dossier presentato al Bie, lEsposizione «vale di più di un anno fa. Capisco che in modo facile si potrebbe dire "non facciamo più lExpo". Ma io non credo che la risposta giusta sia non realizzare più un progetto che crea nuovi posti di lavoro. La risposta giusta è realizzarlo, quel progetto, ma con obiettivi nuovi». Il sindaco parla a margine della seduta straordinaria del consiglio comunale convocata per fare il punto su Expo, a un anno dal trionfo di Parigi. Nel suo intervento, in 50 minuti la Moratti riepiloga capitolo per capitolo le cose fatte e quelle (molte di più) ancora da fare, per le quali chiede alla città uno scatto di «forza, energia ed entusiasmo». Raccoglie invece qualche brusio dal centrosinistra, quando elenca le città con le quali il Comune ha stretto accordi in vista del 2015: «Monza, Lodi, Lecco, Mantova, Sondrio...». Per una Esposizione universale ci si aspetterebbe qualcosa di più. È però lesordio a lasciare perplessi. Da un anno a questa parte, infatti, «lo scenario è del tutto differente», cè una «crisi globale» con «lavoratori in cassa integrazione» e «una tragedia ancora più profonda, quella del terremoto in Abruzzo». La conclusione è che «Expo mette a disposizione della ricostruzione le proprie competenze, perché le proprie risorse siano di utilità a una regione profondamente colpita». Ad alcuni sembra unabdicazione. LExpo, che già arrancava, passa in secondo piano dopo il terremoto. Ma non è così. Dopo aver parlato allaula, la Moratti chiarisce che Milano mette a disposizione conoscenze, competenze. Non i soldi destinati allExpo, evento anticiclico per eccellenza. Milano può portare in Abruzzo il suo know how. «Gestiamo un campo per 700 persone a Rocca di Mezzo - ricorda il sindaco - grazie a Milano Ristorazione, che fornisce 2.350 pasti caldi al giorno. Ci hanno chiesto di usare la nostra tecnologia in altre situazioni, visto che possiamo fare 1.800 pasti allora. LExpo è a disposizione, decideranno le autorità locali e il governo. Ad esempio, abbiamo proposto di raccogliere e custodire il patrimonio artistico, valorizzarlo con mostre e devolvere il ricavato alla ricostruzione». Per la prima volta, la Moratti commenta il conflitto di interessi di Diana Bracco, presidente contemporaneamente degli industriali e della società di gestione dellExpo che distribuirà gli appalti: «Ha contribuito personalmente alla costituzione dellassociazione Amici dellExpo, ora divenuta fondazione, mettendo gratuitamente a disposizione della candidatura 10 milioni. Non credo sia un conflitto di interesse». In consiglio comunale, invece si tornerà a parlarne. Lunedì prossimo il centrosinistra presenterà due ordini del giorno per chiedere altrettante dimissioni: della Bracco dalla Soge (anche per il progetto immobiliare della sua azienda in aree adiacenti allExpo) e dellamministratore delegato di Soge, Lucio Stanca, dal Parlamento. Il discorso della Moratti, per il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino, «è uguale a quello del 2008. Avete buttato un anno, nel quale siete riusciti nel miracolo negativo di trasformare lExpo in una torta da spartire». Majorino legge le parole del sindaco sul mutamento dello scenario «come una preoccupazione da parte sua per i fondi di competenza del governo. E se è preoccupata, evidentemente ha qualche motivo per esserlo». Fra i consensi scontati della maggioranza, una puntura di Giulio Gallera, Pdl e capogruppo dellex Forza Italia, al referendum voluto dal sindaco sul dopo Expo: «Consultare i cittadini va sempre bene ma cosa si farà poi sul sito Expo lo decideremo noi».