Benissimo lExpo 2015 purché vengano rispettate rigorosamente tutte le severe norme comunitarie in termini di Vas, la Valutazione ambientale strategica. Senza ricorrere a furbizie, scorciatoie o finte emergenze di comodo. Wwf e Fai: necessario lo studio sugli effetti delle opere Laltolà degli ambientalisti "No a scorciatoie sui cantieri" Dieci associazioni chiedono ascolto sui progetti e scrivono al governo "Non si decida come per il G8 con procedure demergenza" Lavvertimento, particolarmente duro, rivolto al presidente del Consiglio Berlusconi, al sindaco Letizia Moratti e a tutti i responsabili delle decisioni sullExpo 2015, viene da dieci associazioni ambientaliste milanesi, in testa alle quali spiccano il Wwf, Italia Nostra, il Fai, Fondo per lambiente italiano e la Lipu. Con ladesione anche di Coldiretti, Confagricoltura e Confconsumatori. In una lettera inviata ieri le associazioni ricordano come sin dalla fase della candidatura di Milano sia stato espresso da un lato «interesse per uniniziativa che, varata nel nome della sostenibilità, potrebbe essere davvero unoccasione di rilancio per lintera area milanese e lombarda. Ma dallaltro preoccupazione per lassenza di chiarezza sulle garanzie partecipative proprie di ogni pianificazione capace di incidere sullambiente». Le associazioni chiedono che le norme comunitarie in materia di Valutazione ambientale strategica e Valutazione di impatto ambientale siano applicate non solo alle opere strettamente legate con lExpo, come il raddoppio della Fiera, ma anche a tutte le opere urbanistiche connesse, come le autostrade, le strade e il progettato tunnel che dovrebbe collegare Linate con Rho. «Questo lo chiediamo non solo per valutare leffetto cumulativo di tutto il complesso quadro infrastrutturale che si va via via delineando in modo frammentario - spiega Paola Brambilla, presidente del Wwf Lombardia - ma perché venga effettivamente garantita, alle associazioni ambientaliste e agli altri portatori di interessi qualificati, quella partecipazione strutturata che lordinamento comunitario ha da tempo imposto alle amministrazioni nazionali e locali. Ma che nel nostro ordinamento non è stato adeguatamente tradotto, così da portare alla sentenza di condanna dello Stato italiano da parte della Corte di Giustizia del 31 gennaio 2008». Si vuole evitare in tutti i modi che per lExpo 2015 si ripeta quanto accaduto per il via libera dato ai lavori a La Maddalena per il G8, che è valso una procedura dinfrazione allo Stato italiano da parte di Bruxelles, per le deroghe alla normativa comunitaria in materia di ambiente. Affermata con forza la richiesta di impegno al rispetto delle garanzie procedurali le associazioni ambientaliste confermano però anche la loro disponibilità a un confronto costruttivo e alla partecipazione. «Chiediamo sin dora un confronto formale finalizzato a illustrare in dettaglio le modalità con cui un confronto stabile e fattibile potrebbe essere finalmente avviato. Nella convinzione che i protagonisti di Expo 2015 siano anche tutti i portatori di interessi della società civile che vuole davvero costruire un evento portatore di sostenibilità e attenzione al territorio lombardo, ricco di arte, cultura e ambiente».