Formigoni è già preoccupato dellattivismo del manager-pigliatutto. Letizia Moratti si adegua, dedicandosi al ruolo di ambasciatrice del 2015. Lucio Stanca, il nuovo sceriffo dellExpo, ha già fatto capire che a comandare sarà lui. Per conto di Berlusconi. Sta arredando le stanze della società a Palazzo Reale e preparando la consultazione lampo sul post 2015 Stanca ha già tracciato la linea "Io rispondo solo a Berlusconi" Il manager punta al referendum sulleredità a Rho-Pero: il trasferimento dellOrtomercato è la prima scelta Lattivismo dellex ministro alla guida della spa e il suo filo diretto con Arcore preoccupa in Regione come in Comune GIUSEPPINA PIANO (segue dalla prima di Milano) Sta arredando la nuova sede della sua società nelle stanze nobili di Palazzo Reale. Sta preparando il referendum-lampo tra i milanesi (si parte mercoledì con il Salone del mobile) per sapere cosa vogliono che resti a Rho-Pero dopo il 2015. Crocetta sulla risposta libera o su tre ipotesi predefinite: il trasloco dellOrtomercato da via Lombroso con la nuova "Cittadella del gusto"; la nuova "Città della giustizia" con il trasferimento di tribunale e carcere; la nascita di un centro per linnovazione con creativi e industria pulita. Ma soprattutto, e prima di tutto, Lucio Stanca sta già mettendo in chiaro le cose: sullExpo la guerriglia è finita. Le guerre di logoramento, le infinite bizze che hanno impallinato il braccio destro del sindaco Paolo Glisenti, non saranno più tollerate. Stanca ha già fatto sapere che azzererà il modello di società pensato dal suo (mancato) predecessore: non 600 dipendenti a regime ma 200. Una società leggera, che però avrà anche leffetto di dare consulenze e incarichi vari allesterno. Cambia anche lo schema societario: la linea di comando sarà molto corta. E soprattutto: «Il premier ha pensato a me per la mia professionalità», ha dichiarato subito in unintervista a Repubblica il nuovo capo dellExpo. Rivendicando pubblicamente quellinvestitura avuta direttamente da Berlusconi che, privatamente, ricorda a tutti gli interlocutori. «Non accetterò nessun dirigente mandato dalla politica», ha aggiunto. In Regione come alla Fiera, nella galassia della Compagnia delle opere e in Comune, hanno capito al volo a chi era rivolto il messaggio del manager che mantiene un filo diretto con Arcore. Con Formigoni i rapporti sono già in freddo. «Lho designato convintamente», ha sostenuto ieri in Consiglio Moratti. Vero è che sindaco e Stanca hanno condiviso subito unidea: il referendum sul dopo Expo. «Consultazione», la chiama più appropriatamente il sindaco. Chi vuole potrà votare via Internet o in gazebo allestiti durante il Salone del mobile. Stanca ha capito al volo che potrebbe funzionare come operazione di marketing per recuperare consenso allidea dellExpo dopo un anno di paralisi. Un sondaggio di Swg, ad esempio, dice che solo il 26 per cento dei milanesi sa che lExpo sarà dedicato al tema dellalimentazione. Referendum su una domanda: quale eredità deve lasciare lExpo, ovvero che cosa fare a Rho-Pero dopo il 2015? La risposta libera dove suggerire tutto quello che si vuole e tre ipotesi tra cui scegliere. Queste: la nuova Città della giustizia, quella che doveva nascere a Porto di Mare con il trasferimento del tribunale e di San Vittore, oppure una Cittadella dellinnovazione con la sede della nuova Agenzia omonima. Ma è la terza ipotesi quella più percorribile, quella che il sindaco Moratti finora non aveva voluto vistare ma che a questo punto dovrà uscire vincente: a Rho-Pero ecco la Cittadella del gusto, ristoranti e negozi allinsegna dellalta gastronomia, ma soprattutto il trasferimento di tutti i mercati generali, dallOrtomercato al pesce. Al loro posto, in via Lombroso, un nuovo quartiere su aree che valgono oro. Terreni oggi di Sogemi e dunque del Comune, che andrebbero «scambiati» con i proprietari dellarea Expo a Rho-Pero, il Gruppo Cabassi e la Fiera, che potrebbero costruirci. Laccordo sul come e soprattutto sul quanto è ancora tutto da fare. Ci si arriverà? Lucio Stanca in una dichiarazione ha già messo in chiaro: «Non si tratta di un referendum perché la scelta dovrà tenere conto di condizioni tecniche ed economiche. La decisione finale spetta al sindaco».
MILANO - EXPO'. Lo Stanca pigliatutto "Mi manda Berlusconi"
Lucio Stanca, il nuovo sceriffo dellExpo, sta arredando le stanze della società a Palazzo Reale e prepara la consultazione lampo sul post 2015. Il manager punta al referendum sulleredità a Rho-Pero, con tre ipotesi: la Cittadella del gusto, la Città della giustizia e la Cittadella dellinnovazione. Stanca ha già messo in chiaro che la scelta dovrà tenere conto di condizioni tecniche ed economiche. Il sindaco Moratti ha già designato Stanca convintamente e i due condividono lidea del referendum. La consultazione sarà online e in gazebo durante il Salone del mobile.
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