Cinquantatremila detenuti, là dove potrebbero starne, stando ai regolamenti, non più di quarantamila. Le carceri italiane sono sovraffollate, scoppiano. E per questo vengono vendute. Un paradosso solo apparente, perché la valorizzazione e la vendita dei vecchi istituti carcerari, quasi sempre opere monumentali molto vecchie e di difficilissima gestione, servirà a costruire i nuovi istituti penitenziari di cui c'è bisogno. Ovviando alla cronica mancanza di fondi nel bilancio pubblico. La Finanziaria 2001, ad esempio, prevedeva la costruzione di venti-due nuove carceri in tutta Italia, da Bolzano a Marsala. Ma stanziava i fondi, parziali per giunta, solo per sette di queste, lasciando a secco tutte le altre. Così al Tesoro, dopo le pressioni del ministro della Giustizia Roberto Castelli, sono dovuti correre ai ripari. Il piano, al quale hanno lavorato il Direttore generale, Domenico Siniscalco, il sottosegretario Maria Teresa Armosino, insieme al Demanio e alla Patrimonio Spa, prevede la valorizzazione dei vecchi istituti, ormai inservibili, e la loro cessione. Utilizzando il ricavato, ma anche sfruttando i beni immobili conferiti come leva finanziaria, per la costruzione delle nuove carceri. Patrimonio Spa, controllata al 100 dal Tesoro, ha costituito una nuova società ad hoc, Dike Aedifica, alla quale il Demanio, proprietario degli istituti di pena, ha appena conferito i primi cespiti. Per adesso sono state trasferite undici strutture carcerarie, quelle di Mondovì, Casale Monferrato, Novi Ligure, Pinerolo, Susa, Clusone, Ferrara, Verona, Frosinone, Avigliano e Velletri. Su alcune di queste Patrimonio Spa avrà mano libera nella ristrutturazione. Gli antichi istituti di pena saranno così destinati ad altro: diventeranno musei e ospiteranno mostre, ma anche archivi pubblici, uffici, appartamenti. Per molte, a cominciare dal Carcere Mandamentale di Susa, adiacente al castello medievale della Marchesa Adelaide, dovranno essere rispettati precisi e severi vincoli, anche sulla destinazione d'uso, imposti dal ministro dei Beni Culturali, Giuliano Urbani. Il piano prevede il trasferimento alla Patrimonio Spa di altri 80 edifici carcerari, tanti sono quelli ritenuti non più funzionali, e quindi cedibili. Per risolvere il sovraffollamento delle patrie galere. E risparmiare con la finanza creativa, in una decina d'anni, circa un miliardo di spesa pubblica.