Il patio era pronto e, in salotto, c'era pure il caminetto. Mancavano solo le rifiniture. Ma all'alba di ieri le ruspe si sono abbattute sulla villetta da 150 metri quadri costruita nel parco dei Castelli Romani, in zona di proprietà del Comune di Marino, soggetta a vincoli e con rischio sismico di secondo livello. Trenta poliziotti e vigili urbani, altrettanti operai, una decina di mezzi hanno interrotto un abuso che nessuna autorità era riuscita a fermare. Nè il Comune di Marino, che il 2 aprile aveva notificato un'ordinanza di demolizione a Stefania Pitolli, considerata l'occupante dell'area e la responsabile dei lavori. E nemmeno la procura di Velletri, i cui tre sequestri avevano avuto, come risposta, altrettante violazioni di sigilli. Anche ieri il vicepresidente della Regione Esterino Montino, il sindaco di Marino Adriano Palozzi, il comandante della municipale Alfredo Bertini e Massimo Miglio, alla sua prima demolizione come capo dell'ufficio regionale per la repressione dell'abusivismo edilizio, hanno trovato i manovali all'opera. Ma stavolta non c'è stato nulla da fare: la demolizione è iniziata inesorabilmente alle sei del mattino e finirà oggi. Il costo, 18 mila euro, sarà a carico della proprietà. La villetta si trovava sulla via Maremmana inferiore, statale 216, accanto ai campi sportivi e all'istituto alberghiero: sulla strada c'è il ristorante «Al boschetto »; alle sue spalle è spuntata come un fungo la casa fuorilegge. Un abuso realizzato in poche settimane: prima è stata costruita una scala di collegamento all'interno della trattoria; poi sono stati tagliati gli alberi del bosco; infine sono state costruite la piattaforma di cemento su cui è sorta la casa. «L'edificio demolito - sottolinea Montino - rappresenta un simbolo della speculazione edilizia: l'abusivismo non è più di necessità e sempre più deturpa le aree di pregio del Lazio». È stato il Comune a chiedere l'aiuto della Regione, ma questa ha il potere di intervenire per conto proprio e intende avvalersene. «Stiamo mettendo a punto un programma che riguarda anche altre aree del Lazio», avverte Montino. Come dire: la demolizione della villetta non resterà un caso isolato.