Nel secondo giorno di riapertura delle scuole, nella capitale, c'è molta preoccupazione per gli effetti delle scosse sismiche sugli edifici scolastici, e non solo. I vigili del fuoco stanno effettuando verifiche a tappeto da giorni, ma ieri sono state molte le richieste, soprattutto da parte dei rappresentanti dei genitori, di ulteriori controlli. E solo ieri, venti sono stati gli istituti visionati, di cui 6 nella provincia. In al cuni casi si è resa necessaria la chiusura di alcune aule perché risultate inagibili o per espletare verifiche ulteriori. Disagi dunque per gli studenti di due istituti elementari, la Alberto Manzi e la Cairoli, per alcune aule che presentavano fessurazioni sospette. Chiuso invece un intero asilo nido. I numeri parlano chiaro: dal 6 aprile sono state controllate circa 150 scuole, mille invece gli interventi effettuati per controllare la stabilità di edifici privati e pubblici. Non solo palazzi, alla sala operativa dei vigili del fuoco, continuano ad arrivare telefonate da parte di cittadini allarmati per i loro appartamenti, ma anche quelle dei turisti preoccupati per i monumenti e le chiese della città eterna. Una in particolare ieri: «venite c'è una crepa al Colosseo». Pochi minuti e l'autoscala dei vigili del fuoco è salita fino al terzo anello per verificare che si trattava di una vecchia crepa, che presentava persino la muffa cresciuta nel tempo. Controlli nelle scuole. Oltre ai due istituti elementari, Cairoli e Manzi, dove sono state interdette alcune aule per lesioni, sono state fatte delle verifiche anche all'asilo nido L'Orizzonte e alla scuola elementare Di Donato dove anche qui hanno proceduto a chiudere 2 aule e la palestra. In provincia, invece, nel comune di Marcellina, una scuola materna è stata completamente chiusa. E sempre ieri mattina si è tenuto un incontro con gli Uffici tecnici dcii 9 Municipi relativamente allo stato dell'edilizia scolastica comunale. «Durante l'incontro è stato affrontato il problema della stabilità degli edifici scolastici comunali-sottolineano gli assessori Fabrizio Ghera, Lavori pubblici e Laura Marsilio, Politiche scolastiche - si è concordato che, con l'occasione della raccolta dei dati da fornire alla Regione Lazio sugli elementi non strutturali degli edifici scolastici sarà anche valutato il completo stato». Riapre la chiesa di Sant'Andrea al Quirinale. Dopo il sopralluogo, ieri mattina, di un funzionario della soprintendenza architettonica, è stata riaperta al pubblico la chiesa di Sant'Andrea al Quirinale, chiusa il giorno prima per la caduta di alcuni stucchi dovuta alle scosse di terremoto sentite anche nella capitale nei giorni scorsi. «Non ho ancora avuto la relazione della funzionaria che è andata sul luogo, ma l'ho sentita al telefono e mi ha anticipato che non è nulla di grave», precisa la soprintendente Federica Galloni, sottolineando che i danni non sono gravi. Oggi intanto, al San Michele, ci sarà il primo incontro dei 26 funzionari della soprintendenza incaricati dall'architetto Galloni di monitorare le chiese di Roma alla ricerca di crepe anomale, cadute d'intonaco, ingrandimento delle lesioni. Nella chiesa al Quirinale con la cupola capolavoro di GianLorenzo Bernini erano caduti frammenti di stucchi secenteschie delle grandi statue ideate da Antonio Raggi e che popolano l'intero cornicione ad dissi subito sotto la cupola berniniana. Già l'estate scorsa si erano verificati distacchi dalle statue del cornicione interno. Da allora, la chiesa era monitorata dalla soprintendenza. Rilevatore laser al Foro. Da martedì prossimo sarà installato dalla Protezione Civile un rilevatore laser scanner al Foro che batterà sul Palatino per misurare le dinamiche di natura geologica dell'antico colle. «Non è pensato per una problematica contingente legata al terremoto in Abruzzo, ma per avviare una forma di verifica costante dei micro movimenti che in modo continuativo e ripetuto il Palatino registra - tiene a precisare il sovrintendente archeologico, Angelo Bottini - Indubbiamente anche le scosse sismiche possono avere il loro peso. Roma per non è una zona ad alto rischio sismico, e il suo patrimonio pu riceverne effetti solo indirettamente».