I direttori delle venti Accademie delle Belle Arti e dei quasi settanta Conservatori di Musica esistenti in Italia si rivolgono al premier Silvio Berlusconi contestando aspramente la decisione del ministro dell'Università e della Pubblica istruzione, Letizia Moratti, che imporrebbe «a capo di suddette istituzioni, con potere di rappresentanza legale, una figura estranea, nominata direttamente dal Ministro». Mentre a tutt'oggi le Accademie e i Conservatori di Stato italiani sono governati da Direttori eletti dal corpo docente, come da sempre accade anche per i Presidi e i Rettori delle Università italiane. Se il Consiglio dei ministri nella riunione di venerdì 31 gennaio approverà i Regolamenti presentati dal ministro Moratti, in merito alla legge di riforma numero 508 del 1999, il comunicato denuncia: «verranno meno i fondamentali principi di autonomia, già riconosciuti a tutte le istituzioni univer-sitarie italiane ed europee». Perché il legale rappresentante delle Accademie e dei Conservatori sarà un Presidente di nomina ministeriale, e quindi politica, se non addirittura di partito, che non è più espressione del corpo docente. Così facendo vengono meno i principi sanciti dall'articolo 33 della Costituzione Italiana, secondo il quale gli Istituti d'Alta Cultura, le Accademie delle Belle Arti e le Università «godono di autonomia statutaria e amministrativa». Per alcuni questo non è che il primo passo o una sorta di prova generale di un progetto più vasto che si ha intenzione di estendere in futuro anche alle Università. I Presidenti dovrebbero agire hi un'ottica di privatizzazione, garantendo l'ingresso della cosiddetta società civile nel sistema universitario, impegnandosi in prima persona a reperire fondi e istituire proficui contatti con azienda private ed eventuali sponsor che garantirebbero una gestione privatista di quella che era un tempo l'istruzione pubblica. Sulla carta tutte buone intenzioni, che tuttavia mettono in discussione la libertà di ricerca e d'insegnamento, finalizzando l'istruzione al raggiungimento di obiettivi meramente economici e mercantili. Ciò che pare strano è che Letizia Moratti, con questa sua intransigente posizione, «crea imbarazzo anche all'interno della Sua maggioranza». Carlo Giuliano, Torino, Direttore Accademia Albertina. Guido Cinto, titolare cattedra di Storia dell'Arte.