Il 90 per cento dei più importanti musei italiani è a rischio sismico. Gli interventi per rendere antisismici manufatti che spesso hanno superato il secolo di vita, sono molto costosi e riducono di poco il rischio. L'inserimento di pannelli isolanti impedisce solo parzialmente il trasferimento di energia, e non è sufficiente a garantire che le scosse telluriche non facciano danni. La soluzione migliore è quella di realizzare, in ogni città che possiede dei capolavori, un nuovo museo in grado di resistere ad i terremoti di intensità estrema, altrimenti si rischia di perdere un patrimonio di opere d'arte che tutto il mondo ci invidia. Il museo sotterraneo, essendo «NEL» terreno e non «SUL» terreno, è in grado di offrire la massima protezione, riducendo notevolmente le onde sismiche. Il mio progetto di museo antisismico, è stato presentato all'Assessore alla Cultura della Regione Toscana, Paolo Cocchi, nel settembre del 2008. Fernando De Simone Caro architetto, la tragedia dell'Aquila è venuta purtroppo a confermare le preoccupazioni di tutti coloro che, come lei e come la sottoscritta, pensano alla necessità di proteggere il patrimonio dell'umanità, cioè la cultura in tutte le sue forme, in un mondo esposto a rischi sempre più imprevedibili. Ho scritto un libro sui danni portati dalla guerra all'arte, e sono rimasta allora allibita per le incapacità e la leggerezza delle pubbliche amministrazioni di oltre mezzo secolo fa. Ora ritengo che lo stesso sottosuolo di Firenze non sia stato studiato con serietà, né sotto il David né sotto la Cupola tanto per citare due esempi clamorosie dunque l'indagine seria, ampia, approfondita, della natura delle città d'arte mi appare come un dovere per la società civile. Più facile, certo sarebbe stabilire regole, date, finanziamenti per questo studio che non per fare un nuovo museo.