Dalla casa dello studente di Catania al pronto soccorso del SantAntonio Abate di Trapani Casse vuote, impossibile integrare le somme: niente lavori Bruciati i due milioni per prevenire i crolli Il campionario delle occasioni perdute, nellazione di prevenzione dai terremoti, presenta unassonanza che fa effetto. Cè una casa dello studente anche alle pendici dellEtna, unala richiede lavori di consolidamento. Ma i 335 mila euro messi a disposizione dalla Protezione civile per l«adeguamento sismico» sono tornati al mittente. Dovevano servire per mettere in sicurezza quella parte della cittadella universitaria di Catania preclusa agli allievi proprio per ragioni di sicurezza. E lintervento era stato inserito nel piano redatto dalla Protezione civile in seguito a unordinanza del 2006. Ma il finanziamento è stato revocato perché lErsu, lente regionale per il diritto allo studio, non ha messo la propria quota, come prevede la legge. Finendo, in sostanza, per rinunciare alla somma. Il direttore dellErsu di Catania, Nunzio Rapisarda, sottolinea i problemi di bilancio dellorganismo «che può usufruire di una ridotta quota di fondi propri per far fronte a questo genere di spese». Lente che rappresenta, aggiunge, «non manca di fare opere di manutenzione per rendere sicura la parte della cittadella che ospita 150 studenti. Ma il problema è che lintervento per rimettere in sicurezza gli altri locali comporta una spesa ben maggiore rispetto a quella preventivata dalla Protezione civile». Le somme, intanto, non ci sono più, lala del pensionato rimane chiusa. E dal suo ufficio palermitano, il capo del servizio Diritto allo studio della Regione, Michele La Cognata, annuncia «una doverosa indagine conoscitiva, dopo la tragedia abruzzese, sullo stato di salute delle strutture delle ventidue residenze universitarie isolane». Poco lontano, in via Abela, i vertici del dipartimento Protezione civile fanno i conti dei soldi andati in fumo: dal 2008 a oggi sono stati revocati finanziamenti per circa due milioni di euro destinati a sostenere test antisismici o lavori di consolidamento di strade, scuole, ospedali. Fondi in pratica "rifiutati" dalle amministrazioni proprietarie delle opere, chiamate per legge a cofinanziare gli interventi ma impigliate nella rete dei ritardi burocratici e, sempre più spesso, penalizzate da problemi di bilancio. È stato da poco ritirato dalla Protezione civile, ad esempio, un finanziamento per effettuare verifiche tecniche sul pronto soccorso dellospedale SantAntonio Abate di Trapani, dove pure sono in corso altri accertamenti. Revocato pure un contributo da 260 mila euro per lavori di adeguamento sismico sul cavalcavia Inficherna di Porto Empedocle. Il Comune, anche in questo caso, non ha messo la sua parte. Il 29 maggio scorso è caduto un finanziamento da un milione 236 mila euro per il padiglione 1 dellospedale Piemonte di Messina. E anche il piccolo Comune di Calascibetta, provincia di Enna, ha perso la sua quota: 21.600 euro che dovevano servire a eseguire lavori sulla sede della sala operativa. Nel piano di interventi era previsto anche un robusto contributo (un milione 890 mila euro) per mettere in sicurezza uno degli edifici simbolo dellamministrazione regionale: lassessorato allAgricoltura di fronte allex Motel Agip di Palermo. Ma in quel caso è arrivata prima la privatizzazione dei palazzi regionali. E quello che ospita lAgricoltura è finito nel fondo gestito da Pirelli Re. Il colosso milanese si è accollato anche le spese per mettere al riparo lassessorato dal rischio sismico. I fondi già stanziati saranno dirottati su altri interventi. A patto che qualcuno li spenda. e. la.