I dati sui primi test antisismici della Protezione civile. Ecco dove è stato accertato luso di calcestruzzo "depotenziato" Tra i 43 palazzi della black list anche scuole, cinema e chiese Dallospedale in stile Liberty che si affaccia sulla costa dellArenella al cineteatro di Porto Empedocle, passando per scuole e municipi di mezza Sicilia: è la black list degli edifici a rischio stilata dalla Protezione civile della Regione. Su 48 palazzi pubblici verificati, ben 43 sono a rischio crollo. Scuole, ospedali, municipi mappa del cemento "molle" DallAlbanese al Cervello, le strutture bocciate dai test Su 48 edifici pubblici esaminati per ordine della Protezione civile, solo cinque sono in regola Verifiche da due anni in tutta lIsola Pericoli in caso di terremoto Il lavoro continua Da tre padiglioni dellospedale in stile Liberty che si affaccia sulla costa dellArenella al cine-teatro di Porto Empedocle caro a Camilleri: è lunga, la black list dei palazzi siciliani a rischio. È lunga ma tuttaltro che completa. E finora il bilancio non è incoraggiante, per i tecnici della Protezione civile della Regione: su 48 edifici pubblici verificati, 43 non hanno superato i test antisismici. E sono rimasti al di sotto del valore "1" del cosiddetto indice di collasso, quello che determina la possibilità di crolli delle strutture in caso di terremoti. Ecco, in anteprima, lelenco di ospedali, scuole, chiese messi sotto esame negli ultimi due anni. Opere rivelatesi fragili, troppo fragili. Il grande imputato, nella stragrande maggioranza dei casi, è il cemento armato "molle", con troppa sabbia nella composizione. Fotografia della Sicilia dargilla. Nessun pericolo, se la terra non trema. Ma la lista torna prepotentemente dattualità, allindomani del sisma abruzzese: e non a caso il capo della Protezione civile siciliana, Salvatore Cocina, dopo aver inviato una trentina di diffide agli enti locali in ritardo nelleseguire le verifiche tecniche già finanziate dalla Regione, si appresta a scrivere ai 390 sindaci siciliani. Perché, spiega, «dopo la tragedia in Abruzzo è bene capire chi è in regola e chi no con i piani di prevenzione antisismica. Ed è bene che ciascuno si assuma le proprie responsabilità». Finora è andata così: dopo unaltra sciagura che impressionò lopinione pubblica, il terremoto di San Giuliano di Puglia nellautunno 2003, la giunta regionale approvò la mappa antisismica della Sicilia che definisce «ad alto rischio» il 90 per cento dei comuni, con zone particolarmente critiche come il Messinese e il Belice. Poi il dipartimento della Protezione civile ha avviato liter dei controlli sui palazzi che, attraverso una prima ricognizione, si presentavano a rischio. Con due ordinanze, la 3362 del 2004 e la 3505 del 2005, sono state finanziate e affidate alle amministrazioni competenti 276 verifiche su altrettanti edifici pubblici: solo 48, come detto, quelle completate. Sessantaquattro sono in corso, 164 devono ancora cominciare. Un ruolino di marcia non proprio spedito. «Per il futuro cambieremo regime - dice ancora Cocina - Abbiamo individuato un altro elenco di duecento opere da sottoporre a verifica e faremo un bando unico, centralizzato, per dare incarico a una sola squadra di tecnici. Il vantaggio: avremo risultati omogenei. Linconveniente: così, forse, deresponsabilizziamo troppo i sindaci». Negli ultimi due anni la Protezione civile ha stanziato circa cinque milioni di euro per le verifiche sui palazzi a rischio crolli. E i risultati dei test antisismici che arrivano a singhiozzo nella sede di via Abela non sono esattamente confortanti. Sotto la soglia di sicurezza, a Palermo e in provincia, ci sono nove strutture sanitarie: i padiglioni indicati come "medici", "discinetici" e "Spinelli" dellospedale Enrico Albanese presentano indici di collasso fra lo 0,2 e lo 0,6, cifre lontane dalla soglia di sicurezza assoluta (la fatidica quota 1). Le perizie, in questo caso, sono state affidate a metà aprile del 2007 e trasmesse al dipartimento nel maggio del 2008. Ancora più bassi (sotto lo 0,1) i parametri di resistenza del cemento registrati in alcune strutture di altri ospedali: lAiuto materno, il vecchio padiglione del Cervello, il poliambulatorio Biondo e ledificio De Luca del presidio Pietro Pisani e il "Civile" di Partinico. Al di sotto degli standard ben nove padiglioni dellospedale Piemonte di Messina e, sempre nel capoluogo peloritano, cinque fra chiese e parrocchie nei villaggi di Larderia Inferiore, SantAgata e Pace. A Piazza Armerina le perizie hanno segnalato criticità in sette scuole. Nessun pericolo imminente di crollo, ma un mancato adeguamento alle norme antisismiche. A San Gregorio di Catania è ledificio del Comune a mostrarsi non in linea con i parametri di sicurezza nelleventualità di un terremoto. Fino al caso del cine-teatro di Porto Empedocle, dove i test antisismici - finanziati nel settembre del 2008 con un contributo di 27 mila euro - sono stati ultimati di recente: negativi anchessi. In seguito allesito di queste verifiche dovrebbero scattare gli interventi di ristrutturazione e consolidamento degli edifici: anche questi lavori sono sostenuti dalla Protezione civile. Oltre sette i milioni di euro messi a disposizione, ma serve il cofinanziamento dellente proprietario dellopera. Finora, segnalano in via Abela, nessun intervento è stato eseguito. Resta allora da raccontare la breve storia delle amministrazioni virtuose: quelle che, da Brolo a Vizzini, da Mirabella Imbaccari a Pozzallo sino a San Michele di Ganzeria, hanno realizzato scuole elementari e poliambulatori a prove di terremoto. Una storia di provincia. Un esempio poco imitato.
PALERMO - Allarme ospedali di sabbia
La Protezione civile della Regione Siciliana ha completato le verifiche antisismiche su 48 edifici pubblici, tra cui scuole, ospedali e chiese. Solo 5 sono stati trovati in regola, mentre 43 sono stati messi al di sotto del valore "1" del cosiddetto indice di collasso, che determina la possibilità di crolli delle strutture in caso di terremoti. Il cemento armato "molle" è stato identificato come il grande imputato, con troppa sabbia nella composizione. Le strutture sanitarie dellospedale Enrico Albanese a Palermo e in provincia hanno registrato indici di collasso fra lo 0,2 e lo 0,6, cifre lontane dalla soglia di sicurezza assoluta.
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